Grafene tossico?

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Un gruppo di ricercatori della Brown University ha scoperto e dimostrato come i bordi frastagliati dei frammenti di grafene possano facilmente entrare nelle cellule degli organismi viventi e disturbarne la regolare funzione. Ora è da verificare se questo materiale con  molteplici caratteristiche fisiche, elettroniche e meccaniche e proprietà uniche dal punto di vista del processo fotonico, rientri in tutto e per tutto nei materiali pericolosi, come ad esempio i nanotubi di carbonio.In seguito all’esito delle simulazioni effettuate con appositi e verosimili frammenti di grafene appuntiti, il gruppo ha condotto ulteriori esperimenti in laboratorio per analizzare la tossicità del grafene su tessuti cellulari ricavati da un polmone umano e dalla pelle, ottenendo  immagini dettagliati dell’interazione e dimostrando così come frammenti di grafene di 10 micron possono danneggiare le cellule.
Agnes Kane, responsabile del Department of Pathology and Laboratory Medicine e coordinatrice della ricerca, ha però spiegato: “Un grande vantaggio dei nanomateriali è la possibilità di ingegnerizzarli per ottenere proprietà specifiche. L’impiego della modellazione computazionale ci può permettere di modificare questi materiali allo scopo di renderli meno tossici”. Di fatto, la ricerca ha come finalità di eseguire uno studio sui nanomateriali tossici per definire una successiva metodologia per la loro produzione e gestione, in modo da assicurare un corretto e sicuro impiego per tutto il loro ciclo di vita.

 

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