Fotovoltaico, chi resiste al superpotere della Cina?

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Dall’analisi di NPD Solarbuzz è emerso ancora una volta che la Cina, ormai già dal 2012, è indiscutibilmente il primo produttore al mondo di fotovoltaico e il suo dominio si sta espandendo sempre di più in tutti gli altri mercati. Ad esempio, in Australia la metà del mercato fotovoltaico è in mano a produttori cinesi come Trina Solar, Renesola, Suntech, China Sunergy e Canadian Solar. Ma ci sono paesi produttori in cui lo strapotere cinese fa difficoltà ad insuinarsi. Stiamo parlando di Giappone e USA dove la Cina non riesce appunto a conquistare grosse fette di mercato e i produttori locali tengono saldo il loro ruolo primario nella produzione. Come riescono a fare ciò? Qual è la differenza con gli altri paesi produttori ormai schiacciati dal mercato cinese?

Il segreto di Giappone e Usa è quello di garantire gli incentivi pubblici e di tutelare i produttori nazionali.  Negli Stati Uniti i produttori forti sono First Solar, prima al mondo per installazioni con 500 MW, e SunPower. In Giappone, Sharp, Kyocera, Panasonic e Solar Frontier sono solide realtà che superano tutti i concorrenti cinesi. Quindi mentre, ad esempio, in Europa gli incentivi pubblici sono in esaurimento, in Giappone sono in pieno sviluppo e permettono ai produttori nazionali di mantenere ben solido il loro posto. In USA d’altro canto, si difendono con dazi antidumping al fotovoltaico cinese che impediscono l’ingresso di prodotto low cost sul territorio. L’analisi della NPD Solarbuzz fa quindi riflettere sui punti di forza e le debolezze del solare made in China e, soprattutto, fa capire che difendere i propri mercati si può. Ray Lian, Senior Analyst di Solarbuzz, spiega il fenomeno: “I primi dieci produttori cinesi hanno avuto meno successo in paesi dove c’è una forte competizione da parte di produttori locali di moduli o politiche incentivanti vantaggiose. Nei mercati fotovoltaici giapponese e statunitense, ad esempio, i produttori locali ancora si posizionano in cima alla classifica delle vendite di moduli solari nel mercato domestico.”

 

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