Firmac S.r.l: costruzione e montaggio di tutte le componenti meccaniche per il beverage

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Un suggestivo mix delle tecnologie di lavorazione impiegate dalla Firmac

Dei tre soci che guidano la Firmac S.r.l. di Pilastro di Langhirano (PR) è il responsabile commerciale, Domenico Traina, a riceverci. Del suo lavoro dice di amare tutto e oggi, dopo 37 anni di attività, si augura di essere solo a metà percorso. Nella lamiera poi vede uno stimolo continuo al miglioramento ed è convinto che con essa in futuro si potranno realizzare ancora grandi cose.

Voi affermate che il vostro impegno è finalizzato alla massima qualità. Ma nella pratica ciò come si concretizza?
È vero, la qualità, insieme al servizio, sono il nostro biglietto da visita. Non a caso, giocando un po’ con il nome che si siamo scelti, ci presentiamo con lo slogan: «Mettiamo la Firmac alla tua qualità». Per rispettarlo, specie negli ultimi anni, abbiamo potenziato molto la struttura aziendale, sia incrementando il personale (cinque assunzioni solo nel 2012) che investendo in nuovi macchinari e sistemi informatici. Solo così ci è stato possibile soddisfare l’attuale lead time richiestoci dai clienti, cioè il tempo intercorrente dall’ordine alla consegna di un prodotto, ridottosi, nello spazio di poco tempo, da 4-5 settimane alle 2-3. Non solo, per migliorarci ulteriormente a livello gestionale, ci stiamo avvicinando alla filosofia industriale della lean manufacturing (produzione snella), la quale mira a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli.

In cosa consiste l’attività che svolgete come contoterzisti?
Per il nostro settore di riferimento, il beverage, riguardante in modo specifico l’imbottigliamento di acqua e bibite, ci occupiamo della costruzione e del montaggio di tutte le componenti meccaniche, tranne quelle di carpenteria pesante, delle diverse tipologie di macchine: riempitrici, sciacquatrici, nastri trasportatori, paletizzatori-depaletizzatori. Un’attività contraddistinta da lotti con piccoli numeri e quindi dall’estrema differenziazione dei particolari prodotti. Per dare un’idea basti pensare che ogni mese manovriamo intorno ai 2.500 codici a disegno.

Flessibilità e versatilità non dovrebbero dunque mancare ai vostri mezzi produttivi. Quali in particolare si distinguono per tali caratteristiche?
Sicuramente gli impianti per il taglio laser a CO2 e ad acqua, tecnologie di lavorazione introdotte, nell’ordine, 8 e 2 anni fa. Per quanto riguarda la prima, la più gettonata in officina, a rappresentarla abbiamo una coppia di macchine da 4.400 Watt: una con campo di lavoro di 1.500 x 3.000, usata per l’acciaio inox, particolarmente performante grazie al magazzino automatico con carico e scarico; l’altra, più snella, utilizzata sia per il ferro che per l’acciaio, con un campo di lavoro di 2.000 x 4.000. Le tecnologia di taglio ad acqua, invece, si esprime attraverso un impianto da 4.500 bar, con campo di lavoro da 1.500 x 3.000, al quale affidiamo lamiere, anche di alluminio, con spessori dai 12 mm in su (fino a 50 mm) nonché, quando capita, materiali plastici.

Quali altre macchine per la lavorazione della lamiera sono protagoniste in officina?
Una citazione la meritano le due presse piegatrici, una da 3 metri da 160 t, l’altra da 2 metri da 90 t, la punzonatrice da 40 t a 15 stazioni, con campo di lavoro da 1.550 x 4.000, in grado di tagliare acciaio inox fino a un 4 mm di spessore e la calandra da 1.500 mm, che entra in campo per spessori fino a 6 mm.

Da grandi utilizzatori del taglio laser cosa vorreste in più da questa tecnologia per far sì che la qualità della vostra produzione cresca ulteriormente?
I margini di miglioramento a nostro avviso sono ampi, ma ciò su cui vorremmo che i costruttori concentrassero in special modo i loro sforzi riguarda la parte software, oggi ancora di rado interfacciabile con gestionali aziendali e difficilmente personalizzabile a specifiche richieste di lavorazione. Un’evoluzione in tal senso ci consentirebbe di raggiungere un più alto grado di qualità, essenziale per affrontare con maggior fiducia le difficili sfide del futuro. Perché la qualità è il futuro.

Più che il prezzo, che adesso tutti vogliono basso come non mai?
Noi riteniamo che un prodotto di alta qualità debba essere proposto al prezzo giusto, non a quello più basso, altrimenti si rischia di rimetterci e così il tuo lavoro non avrebbe senso. Su questo fronte poniamo un limite al di sotto del quale non intendiamo andare. In compenso però, lo ribadiamo, puntiamo sulla velocità di risposta perché quella sì può sposarsi con la qualità.

In questo percorso verso l’eccellenza produttiva che valore ha per voi la certificazione?
Un valore molto importante, infatti proprio all’inizio di quest’anno, di nostra spontanea iniziativa, abbiamo avviato le pratiche per la certificazione ISO 9001 che confidiamo di poter conseguire entro l’estate. Sappiamo che molti la considerano solo un pezzo di carta, ma per noi invece rappresenta una guida verso una più efficiente organizzazione aziendale tesa ad aumentare sia la motivazione dello staff interno che la soddisfazione del cliente.

Come avete vissuto la crisi economica dal suo inizio a oggi?
La condizione vissuta dalla nostra azienda è stata un po’ anomala, quasi da mosca bianca, rispetto a quella di gran parte della concorrenza, nel triennio 2009-2011 la crisi non l’abbiamo assolutamente sentita. Il 2012 poi si è rivelato l’anno più difficile e impegnativo da quando siamo sul mercato. Ci siamo comunque rimboccati le maniche e abbiamo guardato avanti.

Che segnali avete poi ricevuto da questo 2013 e cosa vi aspettate dagli anni che verranno?
La situazione attuale purtroppo è ancora un po’ bloccata, però siamo convinti di saltarci fuori presto. Se si offre un prodotto di qualità, a un prezzo adeguato e con un servizio a 360° le prospettive non possono che essere buone. Dunque guardiamo al futuro con ottimismo.

Qual è il suo sogno nel cassetto?
Ne abbiamo già realizzato uno: vedere i nostri figli entrare in azienda Spero che questo accadrà anche con la terza generazione.

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Particolari realizzati con il taglio laser.

Un rapporto mai interrotto con il settore del beverage
Sono tre colleghi di lavoro, Domenico Traina, Gianluca Marasi e Andrea Mordacci, da diversi anni impiegati come montatori in un’azienda impegnata nel settore dell’imbottigliamento, che nel 1990, unendo le loro forze ed esperienze, decidono di fondare la Firmac. L’attività intrapresa non si stacca dal comparto del beverage in cui sono cresciuti professionalmente e per esso iniziano a costruire, conto terzi, macchine di vario genere, occupandosi anche del montaggio. Per affermarsi nel mondo imprenditoriale l’affiatato trio ha sempre cercato di stare al passo con i tempi introducendo le nuove tecnologie di lavorazione offerte dal mercato, fra le quali oggi spiccano il taglio laser e quello a getto d’acqua, strumento, quest’ultimo, che permette di lavorare, oltre all’acciaio e all’acciaio inox (di gran lunga i più usati, con una quota superiore al 90%), anche altri materiali come alluminio, gomma, plastica, vetro e legno. Il servizio offerto alla ventina di clienti, di cui uno molto importante che copre il 50% dell’intera produzione, si completa con gli eventuali trattamenti termici o superficiali necessari, fatti però eseguire da partner ubicati nella zona. 60, 50 e 7 sono altri significativi numeri della società riferiti, rispettivamente, ai quintali di lamiera trasformati in un mese, alle persone occupate (compresi 12 collaboratori esterni e i tre titolari) e al fatturato in milioni di euro.

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