Film ultra sottili per lo stampaggio a iniezione

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Nella produzione di parti in plastica con superfici pregiate, l’intero stampo di formatura viene riscaldato a circa 110 gradi Celsius secondo una tecnica conosciuta come rinvenimento variotermico. Al fine di ottenere la parte di plastica finita senza danneggiarla, lo stampo deve essere raffreddato di circa 20-30 gradi. Questo processo, ripetuto per ogni ciclo, consuma molta energia. Ora i ricercatori del Fraunhofer Institut hanno sviluppato una nuova tecnica che, a seconda del prodotto, è al 90% più efficiente dal punto di vista energetico.

Una soluzione efficiente per le sollecitazioni termodinamiche durante lo stampaggio a iniezione

Il trucco consiste nell’evitare di  riscaldare l’intero stampo, ma solo la superficie che entra effettivamente a contatto con la fusione di plastica. Questo è possibile grazie al riscaldamento a film sottile. I ricercatori ricoprono la parete della matrice di formatura usando una tecnica di rivestimento conosciuta come sputtering o polverizzazione catodica. Il materiale polverizzato si deposita sulla superficie dello stampo in strati spessi solo pochi micrometri (un micrometro è uguale a un millesimo di millimetro). Per intenderci, un capello umano misura circa 80 micrometri di spessore. Non solo questo rivestimento estremamente sottile consente di riscaldare la superficie alla temperatura desiderata, ma è anche in grado di sopportare le sollecitazioni termodinamiche che si verificano durante lo stampaggio a iniezione. L’isolamento elettrico è fornito da uno strato di ceramica che protegge la superficie conduttiva di riscaldamento dall’utensile in acciaio posto sotto. Lo strato che effettivamente viene riscaldato è costituito da un materiale duro conduttivo appositamente progettato. In questo caso, la sfida della polverizzazione catodica si trova non solo nella produzione di un perfetta superficie isolante in grado di evitare eventuali corto circuiti, ma anche nell’integrare un sensore nello strato di pellicola sottile di riscaldamento. Il sensore infatti può misurare la temperatura della parete dello stampo e contribuire alla regolazione del processo di fabbricazione.

 

1 COMMENTO

  1. buon giorno ,

    mi interesserebbe approfondire questo argomento , in quanto determinate occasiono di riscaldamento stampi oltre 120°C ci sono problemi.

    Grazie
    Cordiali saluti
    luigi galli
    Cell 348 4441667

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