Export, sanzioni per Iran e Russia

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L’export italiano è alla prova del rischio sanzioni per Iran e Russia. Questo è quanto emerso dalla prima edizione di “A World of Sanctions” convegno internazionale che si è svolto i recente, organizzato da Zeno Poggi Consulenze, dal Centro Studi per l’Estero Vicino (CeNASS) e da BPER Banca e che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Tesoro Americano (Office of Foreign Assets Control), dell’Unione Europea e di tutti e tre i Ministeri italiani che si occupano di sanzioni internazionali (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Economia e Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico).

Le sanzioni economiche non sono destinate a scomparire, anzi saranno un’eventualità sempre più ricorrente negli affari e nel commercio internazionale. Le imprese italiane dovranno prepararsi a convivere con sistemi sanzionatori sempre più complessi e articolati. Conoscere le sanzioni, gestire i meccanismi giuridici della “compliance”, analizzare, prevenire e gestire il rischio paese rappresenteranno le nuove frontiere della competitività nei mercati difficili. Soprattutto se l’Italia, gli Usa e l’Europa si troveranno a divergere sulle principali questioni strategiche globali e della sicurezza internazionale.

“Le sanzioni economiche di nuova generazione – spiega Zeno Poggi, Direttore Generale di ZPC – sono divenute uno strumento coercitivo molto efficace, Nei confronti della Federazione russa le sanzioni sono responsabili di almeno un quarto della caduta del PIL, mentre nel caso dell’Iran hanno prodotto un crollo nell’interscambio commerciale con l’Italia di 6 miliardi di euro. Quest’efficacia vuol dire che le imprese saranno sempre più chiamate dai governi a divenire parte attiva dei sistemi di sanzioni”.

“Più conflitti, meno guerre, più sanzioni” – afferma Paolo Quercia – è il futuro che ci aspetta a medio termine in un quadro geo-economico che sarà sempre più caratterizzato da un crescente rischio sanzioni per le imprese. I conflitti futuri vedranno sempre meno l’impiego massiccio e diretto dello strumento militare e sempre più l’uso coercitivo degli strumenti economici e finanziari”.

“Da sempre il Legislatore ha attribuito alle banche compiti di controllo e di comunicazione di particolari tipologie di transazioni finanziarie – ricorda Michele Pisani, Responsabile del Servizio Antiriciclaggio di BPER Banca – e ciò accade anche per il sistema sanzionatorio internazionale, nel cui ambito è compito fondamentale delle banche l’adeguata verifica della clientela e delle informazioni relative alle operazioni finanziarie, al fine di accertarne la conformità rispetto alle prescrizioni di legge. Ovviamente la piena conformità alla normativa da parte delle banche si riflette positivamente sui propri clienti, che possono ragionevolmente confidare sulla regolarità del proprio operato”.

 


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