Esperto legale in azienda, non se ne può fare a meno

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Vittorio Pesce, CTU Tribunale di Milano settore meccanica
Vittorio Pesce, CTU Tribunale di Milano settore meccanica
Vittorio Pesce, CTU Tribunale di Milano settore meccanica

Nel dibattito in corso nel nostro Paese sulle prospettive di uscita dalla crisi economica, sono tre le questioni centrali: il “credit crunch” (stretta del credito), la ripresa del lavoro e la gestione del “sistema giustizia”. Tuttavia, mentre i primi due aspetti sono di carattere europeo, il terzo rappresenta il “problema in più” che affligge le imprese italiane rispetto ai proprio concorrenti europei e interazionali.Secondo il rapporto “Doing Business 2012” della Banca Mondiale, oltre ai tempi “biblici” per arrivare a sentenza, in Italia sono esorbitanti i costi dei procedimenti civili: circa il 29,9% del valore di causa, contro il 14,4% della Germania e il 9,9% della Norvegia. Inoltre, le aziende straniere ottengono i risarcimenti dei danni nel giro di un anno, le italiane in media in 40 mesi. Il dato economico di sintesi di questo panorama è quello fornito nel 2011 dalla Banca d’Italia, secondo cui l’inefficienza della giustizia civile italiana può essere valutata in misura pari all’1% del PIL.

C’è un aspetto, tuttavia, di cui quasi mai si discute: e cioè la scarsa conoscenza che le imprese hanno delle materie giuridiche e la scarsa consapevolezza dei rischi legati ai contenziosi legali. Gli imprenditori potrebbero replicare che per questo “esistono gli avvocati”; tuttavia credo sia innegabile che un’infarinatura giuridica sia indispensabile alle imprese al giorno d’oggi, soprattutto in un Paese come il nostro ad alto tasso di litigiosità. Avere in azienda un “esperto legale” (o, nel caso delle aziende più piccole, poter almeno contare su una figura che sappia, tra le altre cose, di questioni giuridiche), sarebbe importante quanto avere un responsabile marketing, o un direttore delle vendite, ecc.

Perché l’esperto legale potrebbe “prevenire” la controversia legale – con grandissimi benefici in termini di spesa e risparmio di tempo – prima ancora che essa prenda forma e sia indispensabile poi rivolgersi a un buon avvocato (il cui compenso, com’è noto, può non essere così a buon mercato). O comunque potrebbe consigliare e spingere per ragionevoli soluzioni transattive o per “accordi conciliativi” al fine di evitare l’avvio o il perdurare dei procedimenti che in genere sono estenuanti e, come detto, costosi, oltre che di esito incerto. Oppure, l’esperto legale potrebbe predisporre le migliori strategie affinché l’impresa si tuteli nell’ambito della proprietà industriale: pensiamo, per esempio, al caso dei marchi, dei brevetti, dei modelli d’utilità, e alla “protezione” da essi derivanti contro le falsificazioni, la concorrenza sleale, ecc.; casi che – ahimè – sono sempre più frequenti al giorno d’oggi, in particolare in ambito meccanico.E ancora: un esperto potrebbe sconsigliare l’impresa ad adire le vie legali nel caso in cui “le ragioni” dell’azienda non siano così chiare o facili da dimostrare, per cui ricorrere all’avvocato potrebbe rivelarsi addirittura controproducente; o anche potrebbe aiutarla a stabilire le migliori strategie allorché il giudice predisponga una consulenza tecnica d’ufficio. O ancora, potrebbe consigliare i responsabili aziendali sui tanti temi attuali e “scottanti” quali la sicurezza dei lavoratori, le responsabilità del titolare d’azienda in caso d’incidente, il rispetto delle normative ambientali, ecc., evitando problemi successivi.

Insomma, le questioni sono tante e delicate; questioni con le quali quasi tutte le imprese devono fare i conti, sempre più spesso. Non a caso, secondo alcuni dati di Unioncamere, già nel 2011 le controversie si traducevano in costi che incidevano mediamente nella misura dello 0,8% del fatturato annuo aziendale, per una spesa complessiva del “sistema imprese” pari a 23 miliardi di euro. Troppo, soprattutto in epoca di recessione economica. Vale la pena, allora, che le imprese inizino ad accrescere le proprie “competenze giuridiche”: potrebbe essere un buon affare quanto investire in una macchina tecnologicamente avanzata.

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