Esperienze di aggregazione – L’idea, la fusione, la finitura

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Le fonderie in genere si caratterizzano per una straordinaria flessibilità e per le profonde competenze tecniche, ma soffrono per le loro piccole dimensioni in un ambiente specializzato che non contiene tutte le professionalità indispensabili per soddisfare la richiesta di un servizio completo. Ecco allora lo strumento della Rete tra imprese.
In Romagna, già da anni e sulla spinta propulsiva originaria della Fonderia Taroni di Alfonsine, è nata Alunetwork, una rete d’imprese con una consolidata esperienza nel settore delle fusioni in alluminio e del trattamento superficiale. La rete intende presentarsi sul mercato come “specialisti” associati che, pur restando autonomi, condividono conoscenze, gestiscono progetti, utilizzano linguaggi comuni. All’interno di Alunetwork, per esempio, sono presenti tutte e tre le tecnologie di fonderia: in sabbia, in conchiglia, in pressofusione. Ognuna di esse richiede strumenti, strategie di intervento e conoscenze diverse e la loro  presenza globale garantisce la possibilità di soddisfare ogni esigenza, senza necessità di rivolgersi a terzi. Le aziende in rete che collaborano strettamente tra loro sono nove; il loro scopo è di fornire rapidità e alta specializzazione, fondendo insieme l’esperienza di piccole aziende che si conoscono bene e collaborano tra loro per ridurre inefficienze e tempi. In Alunetwork ci sono società specializzate nel campo dei trattamenti superficiali dell’alluminio e delle sue leghe, così come nel settore delle lavorazioni meccaniche di precisione e nella realizzazione di stampi, anche per materie plastiche e gomme. Non manca chi si occupa di verniciatura a liquido e a polvere e di assemblaggio. La consapevolezza di tutti è che solo con l’aggregazione e la collaborazione è possibile perseguire obiettivi di crescita e visibilità; individualmente tutto sarebbe più difficile, e talvolta impossibile.
Massimiliano Taroni, titolare di Fonderia Taroni e uno dei soci fondatori di Alunetwork, precisa: «Al centro della nostra attività c’è la collaborazione con il cliente, insieme al quale si vuole lavorare proprio nell’ottica del servizio completo, dall’idea al prodotto finale. Gli diciamo: hai un problema? mettilo sulla scrivania, noi ti aiutiamo a risolverlo, insieme a tutti i partner della rete, con i quali in realtà esiste un rapporto di lavoro consolidato da anni. Erano e sono colleghi-amici; abbiamo quindi strutturato questo rapporto e ampliato gli scambi. Abbiamo stilato un dettagliato regolamento che stabilisce chi, come, cosa, e quando, rendendo trasparente già dalle prime fasi le varie responsabilità».

Nuove soluzioni
Fino a ieri l’artigiano italiano era abituato alla disgregazione, prosegue Taroni: «Ognuno usciva da un’azienda più grande per diventare capo della sua propria officina, avviando la propria aziendina con regolare partita Iva. Praticamente l’intero tessuto delle piccole aziende italiane si basa su questo schema. Oggi il mercato richiede un processo inverso; la parola d’ordine è aggregazione. Un bel cambio di mentalità, che si lega con la necessità di guardare oltre l’immediato, investendo soldi e tempo, anche in processi commerciali e di marketing che da soli sono più ardui da attuare. All’interno dell’essere rete ci sono tutta una serie di opportunità e di valore aggiunto; però molte volte non sono facilmente dimostrabile con i numeri». L’imperativo “risparmio e velocità” ha già dato molti frutti. Sono numerosi i casi di successo in cui Alunetwork è riuscita a trovare la soluzione più idonea per il cliente, consentendogli di realizzare la propria “idea in alluminio”, anche e soprattutto all’estero. A Las Vegas (USA), per esempio, una nota firma della moda internazionale ha recentemente inaugurato un suo nuovo negozio. La facciata è stata progettata secondo un concetto innovativo in esclusiva per quel punto vendita: innumerevoli coni assemblati a creare una grande parete sfumata. Alunetwork ha costruito i coni in fusione di alluminio in conchiglia di importanti dimensioni, considerato il tipo di tecnica fusoria. Ogni getto ha dimensioni pari a 650 x 750 mm, raggiunge il peso di 16 kg ed è verniciato in un particolare nero opaco. Il valore della collaborazione in rete è stato confermato dal cliente anche nell’altro emisfero, affidando ad Alunetwork pure la realizzazione del negozio di Sidney.
Passando al settore biomedicale, Alunetwork ha progettato e realizzato un carrello in lega leggera fuori dai tradizionali schemi delle tecnologie finora utilizzate: «Sono stati così raggiunti gli standard richiesti di leggerezza, portata e affidabilità, a costi competitivi e in tempi brevi. Abbiamo calcolato un risparmio di tempo pari a due mesi e di costo complessivo pari al 20%, a tutto vantaggio del cliente; si voleva inoltre poter utilizzare il campione estetico anche per prove termiche di prodotto. La nostra collaborazione è iniziata con un “co-design” già indirizzato alla produzione di serie in pressofusione. Abbiamo realizzato campioni in alluminio dal pieno, compresi di verniciatura, in sole due settimane. Poi abbiamo eseguito prove meccaniche e termiche, abbiamo costruito gli stampi in conchiglia, contenendo in tal modo l’investimento iniziale per testare il mercato, ma senza perdere la possibilità di cambiare la tecnologia di costruzione senza modificare il pezzo; un bell’esempio di versatilità».

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