Esperienze di aggregazione – Gomma e plastica senza segreti

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Alcuni prodotti realizzati da NetMade
Alcuni prodotti realizzati da NetMade

L’Italia è un paese caratterizzato da una frammentazione di unità produttive di piccole e piccolissime dimensioni che non ha eguali al mondo; ormai è chiaro che quella che una volta era una peculiarità positiva deve oggi essere superata per competere nel mercato globale. E’ stata la convinzione anche di alcune PMI nell’area di Reggio Emilia che hanno dato vita a NetMade, un’aggregazione per presentarsi con maggior forza nel settore della Gomma e delle Materie Plastiche. Insieme, le sei aziende possono vantare cifre di rispetto: 220 dipendenti e fatturato di circa 40 milioni di Euro.L’intento di NetMade è innanzitutto quello di garantire alla clientela un interlocutore unico e un unico fornitore per ottimizzare costi e tempi di ogni commessa, la riduzione del Time-to-Market, una qualificata risposta in tempi brevi a qualsiasi esigenza. Barbara Franchini è Net Manager di NetMade: «Prima il committente doveva interpellare diversi fornitori per realizzare, per esempio, componenti di macchine medicali o motocicli: il serbatoio per il carburante, quello per il liquido dell’impianto frenante, le parti in termoformaturo o i componenti  in gomma, e così via. Doveva poi preoccuparsi della corretta ingegnerizzazione, della fattibilità e delle eventuali interferenze. In NetMade pensiamo noi a tutto; studiamo i prodotti insieme al cliente e al nostro interno abbiamo tutte le competenze per realizzare ogni componente armonizzato con gli altri. La nostra forza è proprio la consulenza tecnologica: possiamo suggerire al cliente la strada più veloce ed efficiente per tramutare un progetto in prodotto, quale materiale plastico o gomma utilizzare, quali sono i vantaggi di uno o dell’altro». NetMade è nata all’interno dell’Associazione Industriali di Reggio Emilia. Le sei aziende che la costituiscono sono perfettamente complementari e comprendono tutte le tecnologie di trasformazione della plastica e della gomma. Si sono date un nome e un logo per creare subito una identità, per sentirsi parte integrante di un tutto. Successivamente è stata compilata insieme una lista di potenziali clienti della rete, clienti che da sola una azienda non avrebbe potuto intercettare. Poi è stato creato il catalogo, non un semplice elenco di prodotti, ma una raccolta di conoscenze, specializzazioni ed esperienze che le aziende insieme possono offrire.
C’è l’ufficio di progettazione, sia del prodotto sia dello stampo, c’è l’officina per la costruzione degli stampi, ci sono i reparti produttivi e di trasformazione per ogni tecnologia esistente, iniezione termoplastica, soffiaggio, termoformatura. Ottenuto il prodotto, non è detto che le lavorazioni siano terminate; ecco quindi i reparti di assemblaggio, saldature a ultrasuoni, finiture grafiche (marcatura laser, tampografie, serigrafie, ecc): «Il cliente ottiene il suo prodotto già finito, pronto per l’inserimento diretto nelle sue linee. Le aziende che fanno parte di NetMade hanno certificazioni di Qualità, Ambiente e Sicurezza, oltre a certificazioni specifiche di settore (FDA, Automotive). Anche se per noi l’export diretto è solo il 20% del volume d’affari, in realtà moltissimi nostri clienti lavorano per i mercati esteri, quindi la quota dei prodotti da noi costruiti destinata al mercato globale è nettamente maggiore».

ALL’INSEGNA DELLA TECNOLOGIA
Plastica e gomma hanno subìto negli anni miglioramenti sempre più importanti e la sostituzione di oggetti in metallo continua senza sosta: «Siamo specializzati proprio nel “metal replacement“, cioè nel suggerire al cliente la realizzazione del suo progetto con materiali più leggeri e spesso anche più resistenti, calcolando temperature di esercizio, agenti chimici con i quali può venire a contatto, pesi, ingombri, e così via. Teniamo anche dei corsi per i nostri clienti, i quali possono così valutare da vicino l’evoluzione dei materiali plastici, ormai disponibili in centinaia di varianti per ogni necessità. Netmade è in grado di affiancare il cliente nella scelta dei materiali che soddisfano normative nazionali ed internazionali (Reach, RohS, UL, ecc)». C’è anche un reparto “food”, indispensabile per stampare prodotti che andranno a contatto con alimenti. Dispone di centri di lavoro ad elevata tecnologia; è attrezzato in una specifica area dotata di sistemi per il monitoraggio e il controllo della temperatura e dell’umidità. Interessante è la sezione di “Micro-iniezione”, un impianto di stampaggio ad iniezione per particolari dal peso estremamente ridotto. Con l’utilizzo di apposite micro-presse, il costo dello stampo viene notevolmente abbattuto, caratteristica di grande importanza per produzioni con lotti ridotti.

L’UNIONE FA LA FORZA
Naturalmente i vantaggi di appartenere a una rete si riflettono anche all’interno delle aziende che la compongono: «Certo, un ambiente così individualista come quello italiano fa fatica ad adeguarsi a ogni forma di condivisione. Quando si tratta di mettere in comune l’elenco clienti o di condividere costi utilizzando insieme un macchinario, qualche ritrosia appare, specie se si tratta dei “gioielli di famiglia”. Ma alla lunga i vantaggi si rivelano nettamente superiori al rischio di perdere un po’ di sovranità. Il mondo globale è sempre più spietato. I clienti pretendono sempre il massimo; se poi le dimensioni (ridotte) dell’azienda non consentono di soddisfare le esigenze, peggio per il fornitore! Se occorre consegnare i prodotti in India o Cina, l’impresa deve essere organizzata per poterlo fare, presto e bene; deve essere in grado di espletare in fretta tutte le pratiche necessarie per adempiere ai diversi obblighi doganali». NetMade sta proseguendo sulla via dell’integrazione delle organizzazioni: «Il nostro (ora coordinato) team acquisti sta ottenendo vantaggi considerevoli, rispetto all’assetto operativo precedente in cui le entità operavano singolarmente. Registriamo già risparmi sui servizi (banche, telefoni, comunicazione) ma anche sulla fornitura di materiale; perfino il costo unitario degli imballaggi è diminuito. Anche un investimento può essere condiviso, e non parliamo solo della partecipazione a una fiera: abbiamo istituito un comitato interno che può decidere di acquistare un impianto che magari utilizzano tre aziende, determinando un considerevole vantaggio economico, dato che il costo viene diviso tra gli utilizzatori. Magari la stessa azienda, da sola, non avrebbe mai potuto permetterselo».

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