Efficienza energetica e macchine utensili

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Il professor Eberhard Abele, direttore generale dell’istituto PTW di Darmstadt, presen-terà alla AMB –  Stoccarda 16-20 settembre 2014-  il progetto “eta-Fabrik” che esamina l’interazione fra edifici, infrastrutture tecniche degli edifici e macchine di produzione. (Foto: PTW)

Prof. Abele, secondo la Sua esperienza quali sono le misure energetiche con il maggior effetto costi benefici per i produttori e i clienti?
Negli ultimi anni sono state sviluppate e convertite numerose buone soluzioni per le macchine utensili a basso consumo energetico. Le misure sono varie e si estendono dalle soluzioni costruttive, come l’ottimizzazione mirata dei singoli componenti delle mac-chine, ai nuovi progetti di azionamento, motori capaci di recuperare energia e all’ottimizzazione del processo di lavorazione. Non dobbiamo dimenticare che la ridu-zione del tempo ciclo rappresenta una delle leve più efficaci poiché consente di ridurre il consumo energetico spesso in modo lineare.Di frequente le suddette misure sono legate a costi aggiuntivi per il cliente. La questione decisiva è pertanto la seguente: gli eventuali costi aggiuntivi a favore delle soluzioni a basso consumo energetico sono sostenibili da un punto di vista economico? Questa è la grande sfida dei potenziali acquirenti nella scelta delle macchine a basso consumo ener-getico. Per questo motivo, l’istituto PTW ha studiato delle soluzioni che consentono di quantificare il presunto fabbisogno energetico di singoli componenti di macchine. Le soluzioni esaminate aiutano il produttore di macchine a sviluppare macchine utensili ottimizzate nei costi e nel consumo energetico. In questo modo i clienti possono com-prendere chiaramente il vantaggio economico di possibili investimenti in soluzioni di efficienza energetica.

Il concetto di efficienza va oltre la semplice macchina utensile che fa economiz-zare. Come fa l’industria produttiva a raggiungere un alto grado di efficienza in tutto il processo produttivo?
L’industria tedesca è direttamente coinvolta in una competizione internazionale che include tanti altri paesi forti nella produzione come la Cina e la Corea del sud. Da anni la pressione internazionale della concorrenza è aumentata drasticamente. Per me, la sfida dell’industria produttiva sta nella capacità di adattarsi in modo quanto più flessibile ed efficace alle nuove condizioni di mercato. Dobbiamo imparare ad essere più veloci della concorrenza per riuscire a mantenere la leadership delle nostre tecnologie. Questo signi-fica anche che le conoscenze sui metodi a noi noti, ad esempio il sistema della snellezza produttiva, devono essere trasmesse possibilmente all’inizio degli studi tecnici. Per que-sto motivo l’istituto PTW sta indagando intensamente sull’idea delle fabbriche di ap-prendimento – per gli studenti e gli impiegati delle aziende industriali. Grazie al succes-so di questa idea, attualmente stanno nascendo altre fabbriche di apprendimento nell’ambito della logistica e dell’efficienza energetica.

L’UE discute ancora se il consumo di energia delle macchine utensili deve essere regolamentato oppure regolato da un impegno su base volontaria. Secondo Lei cosa ha più senso?
Le macchine utensili sono macchine molto complesse, adattate spesso in modo specifico a determinati processi di lavorazione. Per questa loro complessità è enormemente diffi-cile fare un confronto corretto del fabbisogno di energia. Valutare una macchina utensile secondo gli stessi parametri di un frigorifero è la strada sbagliata secondo me.

 

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