Ecco perché il packaging non può morire

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Perchè il packaging non può morire

Perchè il packaging non può morireL’iniziativa di due imprenditrici tedesche di aprire un supermercato che vende prodotti senza packaging è senz’altro un’idea originale, tanto che i giornali di tutto il mondo hanno dato ampio spazio alla notizia. Leggendo gli articoli è facile immaginarsi andare a fare la spesa con questo sistema insolito al punto vendita sotto casa una domenica mattina, anche se per la maggior parte dei consumatori è improbabile che questa immagine diventi realtà quotidiana: in molti, infatti, avrebbero difficoltà nel fare la propria spesa settimanale se non ci fosse il packaging. Le ragioni sono diverse.
L’imballaggio è ciò permette il trasporto dei prodotti in maniera sicura e adeguata, non solo dalla fabbrica al punto vendita, ma anche da quest’ultimo fino alle nostre case. Nel concept del supermercato senza confezioni resta implicito il fatto che i consumatori debbano usare i propri contenitori. Ciò significherebbe recarsi al supermercato con un canestro per le uova, una bottiglia per il latte, un barattolo per i cereali e così via per tutti i prodotti da acquistare.
In linea di principio il fine ultimo del supermercato senza packaging è assolutamente votato alla sostenibilità: si tratta comunque di una soluzione difficilmente praticabile da tutti coloro che non possono o non vogliono andare a fare la spesa molto spesso o acquistare grandi quantità di prodotto, che bastino per più giorni. In ogni caso ciò significherebbe avere in casa molti contenitori riutilizzabili, soluzione comunque poco praticabile poiché la tendenza è quella di abitare in appartamenti di metratura sempre minore. Con queste premesse, sia il trasporto del cibo nei contenitori, sia lo shopping online rimarrebbero fuori dai giochi.
In particolare, quando si tratta di cibo, l’imballaggio si rende necessario per preservare la qualità del prodotto, conservarne le caratteristiche e, di conseguenza, ridurne lo spreco. La confezione, inoltre, protegge gli alimenti dai possibili danni che la temperatura esterna potrebbe procurare, oppure il trasporto assieme ad altri prodotti. Nel caso dei prodotti freschi, infine, l’imballaggio permette una corretta conservazione e una maggiore durata degli alimenti grazie ad alcune tecniche particolari come il sottovuoto. Per esempio, la ragione principale per cui le banane sono vendute imballate in plastica, nonostante la buccia sia essa stessa un imballaggio naturale perfetto per il prodotto, è legata alla maturazione del frutto: il processo di maturazione delle banane, sprigionando etilene, potrebbe indurre lo stesso processo negli alimenti vicini, causandone il deperimento. I consumatori non desiderano acquistare del cibo rovinato e l’impatto dello spreco di cibo andato a male è tra l’altro maggiore rispetto a quello dovuto a utilizzo di imballaggi: in sostanza è meglio eccedere con l’imballaggio, preservando la conservazione degli alimenti, piuttosto che utilizzarne in quantità non sufficiente e provocare il deperimento del cibo che andrebbe così sprecato.

packagingPackaging e comunicazione: le informazioni nutrizionali e le promo sul prodotto
Il packaging, tra le altre cose, ha anche il compito di fornire informazioni sui prodotti che contiene: data di scadenza, composizione, informazioni nutrizionali e origine degli ingredienti, tutte informazioni che i consumatori vogliono sempre più spesso conoscere e che le autorità europee obbligano comunque a rendere pubbliche.
In un mondo ove i supermercati presentino le referenze senza imballaggi, per esempio, queste informazioni andrebbero perse e con esse molti dei nostri diritti di consumatori: seppure, infatti, le stesse informazioni fossero riportate nel punto vendita, non sono molti i consumatori che ricorderebbero la data di scadenza del latte a due giorni dall’acquisto per esempio, inoltre sarebbe più complicato determinare se un prodotto contiene o meno allergeni mancando le indicazioni sugli ingredienti sulle confezioni.
L’assenza di packaging, infine, impedisce ai brand una forma di comunicazione verso i propri consumatori: la confezione, di fatto, è il posto ideale per dare visibilità al brand, alle promozioni in corso, alle novità sul prodotto. E’ ciò che permette a un prodotto di differenziarsi da un competitor e di catturare l’attenzione dei consumatori.
Tutte queste motivazioni sottolineano l’importanza di utilizzare confezioni e imballaggi composti da ogni tipo di materiale che rispetti le normative per trasportare i prodotti senza danneggiarli, mantenerne inalterata la freschezza, evitare lo spreco di cibo, informare i consumatori e differenziare il brand rispetto ai competitor mantenendo aperto al contempo un canale di comunicazione diretta con i clienti.
In questo ambito sono numerosi i vantaggi offerti dall’imballaggio in carta e cartone, sia per i produttori, sia per chi si occupa del trasporto, sia, infine, per i clienti degli esercizi commerciali. Non solo la carta è un materiale assolutamente robusto che preserva le caratteristiche del cibo fresco, ma offre anche la possibilità di personalizzare il packaging in maniera creativa utilizzando la stampa in alta qualità e veicolando ogni tipo di informazione, nutrizionale o promozionale.
Infine, la carta è un materiale che può essere prodotto responsabilmente ed essere riciclato al 100%. La tecnologia odierna, tra l’altro, permette di riciclare tutti i tipi di carta e i consumatori hanno sempre una maggiore consapevolezza dell’importanza di riciclare la carta e gli altri materiali di imballaggio. Realizzare carta in maniera responsabile, secondo i maggiori produttori, prolunga il ciclo di vita dei materiali, assicurando un approvvigionamento sempre più sostenibile. Se a tutto ciò aggiungiamo che il packaging è un elemento chiave per prevenire lo spreco di cibo, quella dei supermercati senza confezioni non sembra più un’idea così sostenibile.

di Liz Wilks, Asia Pulp & Paper (APP), Stakeholder e Sustainability Manager Europa

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