… e se i metalli si esaurissero?

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...e se i metalli si esaurissero?

La criticità nell’approvigionamento dei metalli da cosa dipende? Sicuramente dall’ abbondanza geologica, ma anche da altri fattori, come la possibilità di trovare alternative efficaci nei processi di produzione, la concentrazione geopolitica dei depositi, lo stato della tecnologia mineraria, la supervisione regolamentare, le instabilità regionali e le politiche economiche.
Da queste considerazioni sono partiti i ricercatori dell’Università di Yale per realizzare la prima valutazione peer-reviewed della criticità di tutti i metalli e metalloidi del pianeta. Molti dei metalli tradizionalmente utilizzati nella produzione, come lo zinco, rame e alluminio, non mostrano segni di vulnerabilità. I limiti di fornitura per molti metalli critici nel settore dell’elettronica emergente (compresi gallio e selenio) sono il risultato del rischio di approvvigionamento. Le implicazioni ambientali di estrazione e lavorazione si presentano con i metalli del gruppo del platino, oro e mercurio. Per gli elementi in acciaio di lega (inclusi di cromo e niobio) e gli elementi utilizzati nelle leghe ad alta temperatura (tungsteno e molibdeno), le maggiori vulnerabilità sono associate alle restrizioni di approvvigionamento.

...e se i metalli si esaurissero?

Tra i fattori altamente critici ci sono l’alta concentrazione geopolitica della produzione primaria (per esempio, il 90 -95% della fornitura globale di metalli delle terre rare viene dalla Cina), la mancanza di sostituti disponibili (non vi è alcun sostituto adeguato per l’indio, che viene utilizzato in informatica e nei display dei cellulari), e l’instabilità politica (una frazione significativa di tantalio, ampiamente utilizzato in elettronica, viene dalla Repubblica Democratica del Congo).
I ricercatori hanno anche analizzato l’evoluzione dei tassi di riciclo nel corso degli anni e la misura in cui i diversi settori sono in grado di utilizzare fonti di materiali “non vergini”. Alcuni materiali, come il piombo, sono altamente riciclati, perché usati in grande scala. Ma i materiali relativamente rari, impiegati nella moderna elettronica, sono molto più difficili da riciclare, perché sono usati in quantità minuscole. “Credo che questi risultati dovrebbero dare ai progettisti un messaggio: passare più tempo a pensare a ciò che accade quando i loro prodotti non sono più in uso” commenta il ricercatore Thomas Graedel.

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