Duro come il cromo, ma anche tossico?

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Nei Monti Urali, verso la metà del XVIII secolo,  venne individuato un minerale rosso aranciato, battezzato Piombo Rosso Siberiano, in quanto ritenuto un composto del Pb, con Selenio e Ferro: in realtà era stato individuato il Cromato di Piombo. Successivamente fu scoperto come ottenere Cromo metallico riscaldando l’ossido, ricavato da Crocoite, un minerale del Cromo, in un letto di carbone. Se inizialmente il Cromo era impiegato perlopiù per preparare vernici e pigmenti, oggi, per l’85%, è usato come costituente per le leghe. Viene estratto come minerale Comite (FeCr2O4), principalmente in Sudafrica, Zimbabwe, Finlandia, India, Kazakhstan ed Filippine. Di colore grigio splendente, il Cromo è un metallo molto duro, con alta resistenza alla corrosione, con punto di fusione attorno a 1875°C e ebollizione a 2672°C; deve il suo nome alla parola greca chroma (colore), a causa del gran numero di composti, dai diversi colori, di questo elemento.

Poiché tende ad ossidarsi, durante il processo di fabbricazione il Cromo viene aggiunto nel periodo riducente, a disossidazione completata. Caratteristica del Cromo è quella di formare negli acciai carburi stabili. Le proprietà fisiche degli acciai sono fortemente influenzate dalla presenza di Cromo, con elevata diminuzione della conducibilità termica e aumento della resistività; significative sono anche le proprietà magnetiche. Considerando le caratteristiche meccaniche, il Cromo aumenta la resistenza e riduce solo minimamente la dilatazione, migliorando decisamente la resistenza al calore e all’ossidazione. Tenori fino al 3% migliorano la temprabilità, tanto che, specie su pezzi piccoli, si può pensare a tempra in aria. Il Cromo conferisce alle strutture temprate una notevole stabilità al rinvenimento. La presenza di altri elementi, quali Ni, Mn, innalzano sensibilmente la resistenza, tenori di Cromo nell’ordine di 5÷6% aumentano la resistenza alla corrosione e all’ossidazione. Negli acciai inossidabili si ha in genere un tenore minimo di Cr del 10%. Un’altra interessante caratteristica conferita dal Cromo è l’elevata resistenza al logoramento, per attrito per quelle strutture che contengono carburi, tanto da alcuni lo considerano un elemento “anti usura”. L’inossidabilità rispetto a molti agenti corrosivi e la resistenza all’ossidazione a caldo, rendono gradita la presenza di questo elemento in numerose applicazioni.
Per quanto riguarda la lavorabilità a caldo, se i tenori di Carbonio sono elevati, non è molto peggiorata, mentre tenori contenuti la diminuiscono in maniera più importante. La lavorabilità a freddo è buona se viene eseguita anche una ricottura di addolcimento.

 La questione tossicità del Cromo

Respirando, mangiando,bevendo o per contatto con la pelle: in questi modi si può entrare in contatto col Cromo o i suoi composti. Se il Cromo trivalente è una sostanza nutriente essenziale per l’uomo e la sua carenza può essere causa di disturbi alla salute, il Cromo esavalente e’ invece un pericolo per la salute umana, principalmente per coloro che lavorano nell’ industria tessile e siderurgica. I rischi per l’uomo, derivanti da esposizione al Cromo, dipendono dal suo stato di ossidazione: la forma metallica ha una bassa tossicità, mentre la forma esavalente e’ tossica. Gli effetti negativi della forma esavalente  possono essere ulcere o dermatiti, causate da contatto dermico, per arrivare a ulcere delle mucose nasali, asma, spasmi bronchiali o edema, nel caso di inalazione. In generale si può affermare che il Cromo (VI) e’ tossico per gli organismi, può alterare i materiali genetici e causare il cancro.

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