Difesa della legalità, nascono gli sportelli “RiEmergo”

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Sportelli riEmergo

SSportelli riEmergoostenere gli imprenditori nella legalità attraverso ascolto, anonimato, prevenzione e aiuto alla denuncia. È questo l’obiettivo degli sportelli “RiEmergo” delle Camere di Commercio della Lombardia attivi da febbraio per gestire e reindirizzare nel modo più corretto le istanze delle imprese vittime della criminalità, in sinergia con forze dell’ordine, ONG e associazioni imprenditoriali. Coordinata da Unioncamere Lombardia, la rete degli sportelli “RiEmergo” vede la collaborazione e il contributo economico della Regione Lombardia. «La competitività in Lombardia e in Italia può reggersi solo sulla piena responsabilità e condivisione della legalità economica” – ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia e della Camera di Commercio di Cremona in occasione della presentazione del progetto – per questo il Sistema camerale lombardo si impegna in prima persona per contrastare usura, racket, corruzione, contraffazione e concorrenza sleale che con la crisi economica rischiano di innescare comportamenti negativi».

Il progetto prevede infatti punti di ascolto e supporto che forniranno indicazioni alle imprese sul modo migliore per affrontare i problemi di illegalità. Vista la riluttanza degli imprenditori a recarsi in una camera di commercio a denunciare di essere usurati, danneggiati o minacciati, gli sportelli sono stati formati per gestire il contatto mediante un primo supporto telefonico ed effettuare l’eventuale incontro faccia a faccia solo in un secondo momento. Il tutto con la massima discrezione per non danneggiare l’attività aziendale.

«Lo scopo – spiega Sergio Valentitini, referente di Unioncamere Lombardia – è dare un sostegno esterno dell’ente pubblico con la garanzia di riservatezza e anonimato. Si tratta di un approccio pragmatico che rispetta il ruolo delle forze dell’ordine. Le camere di commercio infatti non sono forze di polizia, ma enti pubblici che devono presiedere alla trasparenza e alla legalità del mercato: se veniamo a conoscenza di un fatto illecito, siamo tenuti alla denuncia, ma sappiamo che questa non è la prima cosa che un imprenditore vuole sentirsi dire e rischieremmo di perderlo. La soluzione è quindi offrirgli degli interlocutori più agevoli, di cui si possa fidare e che possano portarlo sia alla denuncia, quando ci sono spazi e volontà, sia alla protezione. Una volta fatta la denuncia, inizia però la fase più difficile».

Per la formazione del personale, Unioncamere si è appoggiata ad associazioni attive nella difesa della legalità come Transparency International Italia e LIBERA Lombardia, che tra l’altro stanno elaborando delle linee guida per identificare il fenomeno nei propri ambiti di riferimento: corruzione da un parte, racket e usura dall’altra. Commenta Davide Salluzzo, referente di Libera per la Lombardia: «I nostri operatori assisteranno gli imprenditori in difficoltà dal punto di vista di racket, usura, estorsioni, intimidazione. In questo sportello di accoglienza affiancheremo il nostro servizio Sos giustizia che opera già da qualche anno. La crisi investe tutti, la necessità di credito è comune a tutti, ma ci sono alcuni settori che hanno più facilità di penetrazione della criminalità e sollecitazioni, come movimento terra, ristorazione, alberghiero, trasporti».

Il progetto non vuole restare entro i confini della Lombardia, ma attrarre eventuali utenti dalle altre regioni e, allo stesso tempo, offrire un esempio per realizzare esperienze analoghe. Nel trattare queste problematiche, il nord sconta una certa arretratezza, anche se negli ultimi anni diverse regioni si stanno attrezzando. Queste pratiche infatti tendono ad avere una diffusione a catena. In Emilia Romagna operano diversi sportelli da diversi anni, a Parma soprattutto, mentre si stanno muovendo in Toscana, Lazio, Veneto. In Lombardia è stato realizzato un progetto più articolato, punto di arrivo di un percorso intrapreso 10 anni fa: «Il lavoro di preparazione vero è iniziato quattro anni fa, mentre l’anno scorso abbiamo effettuato la sperimentazione su sette territori. Abbiamo impiegato un anno per formare il personale e organizzare il servizio di front office» sottolinea Valentini.

Il messaggio da comunicare è sintetizzato da LIBERA Lombardia: «Su questi temi stiamo organizzando un cartello. Stiamo rispondendo all’organizzazione criminale con un’organizzazione, nel senso di persone che si impegnano ognuna con propri ruoli e competenze per raggiungere un obiettivo comune: stare dalla parte della legalità» conclude Salluzzo.

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