Dall’Italia al mondo, puntando sul flying

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Motore MINI2EVO, da 33HP e 230cc, per paramotore e carrello biposto.
Motore MINI2EVO, da 33HP e 230cc, per paramotore e carrello biposto.

Quella di Enzo Simonini sembra davvero una bella favola. La storia di un giovane intraprendente che, negli anni ‘60, decide di far della sua passione per i motori un vero e proprio lavoro. Il luogo è San Dalmazio di Serramazzoni, in provincia di Modena, un territorio magico per chi ama il mondo del racing. L’azienda è la Simonini Flying, nata 25 anni fa da una costola della primogenita, la Simonini Racing, e oggi conosciuta in tutto il mondo per la produzione di motori per gli aerei ultraleggeri: «La storia della mia azienda ha ormai più di 50 anni – racconta Enzo Simonini fondatore della Simonini Flying – da giovane avevo la passione per i motori, così iniziai a progettare e costruire dei particolari per le moto da motocross. Negli anni ’60 aprii, quindi, un’azienda tutta mia, specializzata nella produzione di accessori per questo settore, la Simonini Racing. Con il passare degli anni, però, mi sono reso conto che la domanda nel comparto motociclistico non era più fiorente come un tempo. Le piccole aziende artigianali venivano soppiantate da realtà più grandi, così 25 anni fa ho fondato la Simonini Flying, che ancora oggi produce motori per l’aviazione leggera che esporta in tutto il mondo».

 Verso i Paesi europei

Da molti anni la Simonini Flying si è specializzata in quello che si può definire, per l’Italia e non solo, un mercato di nicchia. Questa scelta strategica le ha dato la possibilità di far sopravvivere e conoscere il suo marchio sul mercato.

Enzo Simonini si occupa della progettazione dei motori, il figlio Paolo dirige l’azienda, mentre il fratello Claudio si dedica al collaudo e ai test di verifica sui motori. Oggi l’azienda di Dalmazio di Serramazzoni è una piccola realtà imprenditoriale familiare, ma con un fatturato di circa 2 milioni di euro, che esporta il 90% della sua produzione in moltissimi Paesi europei e addirittura Oltreoceano.

«Vendiamo motori per aerei ultraleggeri in tutto il mondo, dal Giappone alla Cina, fino all’India – spiega Enzo Simonini –. Anche l’Europa è per noi un mercato fiorente. Oltre all’Italia, abbiamo clienti soprattutto in Germania e Francia, ma anche in Est Europa, dove il maggior acquirente dei nostri motori è senza dubbio la Repubblica Ceca, seguita da Polonia, Ungheria, Russia, Ucraina e perfino dalla Siberia».

In Nord America la Simonini Flying ha una società concessionaria del marchio, con sede a Pompano Beach, in Florida, anche se quello americano non è, secondo il fondatore dell’azienda, un mercato in crescita: «In USA non si investe molto su motori di qualità per gli aerei ultraleggeri, così come in Inghilterra. È una questione culturale più che economica. Basti pensare che un motore Simonini, dai test eseguiti negli anni, consuma il 42% in meno di un comune motore statunitense. Nonostante ciò in questo Paese si preferisce continuare a montare, e ad usare, motori meno performanti e più costosi dei nostri».

 

Investire sulla qualità

Ciò che da sempre ha distinto i motori Simonini da quelli della concorrenza è senza dubbio l’alta qualità della lavorazione e della componentistica utilizzata.

«Nel volo occorre soprattutto sicurezza – spiega Simonini – ecco perché non posso montare su un mio motore, ad esempio, un cuscinetto che non sia in grado di assicurarmi al 100% questa caratteristica. Per questo motivo la nostra azienda sceglie sempre il prodotto migliore offerto dal mercato, preferendo i componenti prodotti da subfornitori che possano vantare un servizio di eccellenza  per quel prodotto o quella specifica lavorazione».

E tutto mantenendo la propria produzione nel territorio modenese: «Noi ci occupiamo della progettazione dei motori e dei componenti, poi affidiamo la loro realizzazione a fidati subfornitori, per terminare con l’assemblaggio e il collaudo nella nostra officina. La ricerca dell’alta qualità e dell’affidabilità di lavoro sono caratteristiche quindi importantissime nella scelta dei nostri partner».

 

Solo subfornitori eccellenti

Rispetto a molti anni fa, grazie ai passi avanti fatti dalla tecnologia, anche nel comparto meccanico, il lavoro delle aziende si è semplificato, ed è quindi notevolmente cambiato. Sia per chi lavora componenti conto terzi, sia per le aziende committenti di prodotti finiti.

«Oggi grazie all’impiego di macchine utensili multitasking, i subfornitori sono aziende in grado di assicurarci lavorazioni a tutti gli effetti complete – racconta il fondatore della Simonini Flying – in passato i fornitori erano specializzati solo in alcune lavorazioni e si doveva far riferimento a moltissime aziende per ottenere tutti passaggi che il nostro iter produttivo richiedeva, come la fusione, il trattamento finale e la lavorazione meccanica. Oggi invece il numero delle aziende con cui lavoriamo si è ridotto tantissimo, permettendoci anche di semplificare notevolmente le nostre modalità di lavoro».

Ma senza smettere di avere un occhio di riguardo alla qualità che i subfornitori sono in grado di offrire, anche nell’ottica della valorizzazione e della promozione della produzione Made in Italy: «I nostri fornitori sono per lo più aziende italiane, che arrivano da aree diverse del territorio, locale e non, a seconda della tipologia di lavorazione da eseguire e dall’eccellenza presente sul territorio. Lavoriamo con subfornitori italiani per la realizzazione dei cilindri e dei monofusi, grazie alla collaborazione con aziende bolognesi. Per effettuare il riporto galvanico di nichel silicio, ci affidiamo a un fornitore lombardo, mentre per la lavorazione dell’acciaio ad un’officina di Brescia, un’area dove si trovano più aziende specializzate in questo tipo di lavorazione, rispetto a quelle presenti in Emilia Romagna. Solo per alcuni particolari, come i cuscinetti e le gabbie a rulli, abbiamo fornitori non italiani, ma giapponesi, e questo proprio per l’alta qualità del prodotto che ci viene offerto, rispetto alle aziende concorrenti del nostro o di altri Paesi».

 

Il valore di fare squadra

«Il nostro lavoro deriva per la maggior parte dalla subfornitura – spiega Enzo Simonini -. Per fortuna possiamo contare sulla collaborazione di una rete di fornitori validi e completi».

Per un’azienda che affida gran parte delle propria produzione conto terzi poter fare affidamento sulle aziende giuste è di fondamentale importanza. Per poter assicurare ai clienti lavorazioni efficienti, oltre che prodotti sicuri e di alta qualità, ma anche per il rispetto dei tempi di realizzazione e consegna richiesti. Ogni subfornitore, come anello strategico di una lunga catena produttiva, ha quindi un ruolo importantissimo per la realizzazione del prodotto finito e per la soddisfazione del cliente finale.

«I nostri subfornitori, garantendoci servizi affidabili e lavorazioni di alta qualità contribuiscono a far conoscere i nostri prodotti tanto in Italia quanto all’estero – spiega Simonini -. Non abbiamo mai fatto pubblicità in nessun Paese in cui vendiamo. Il nostro marchio è la nostra forza in questo settore. Ai nostri clienti o potenziali clienti, basta veder volare un ultraleggero con un motore Simonini per sapere già quale qualità gli viene offerta».

 

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