Dall’elettronica alla salute

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Retismed è in grado di costruire qualunque macchina a partire da una semplice idea

Si è visto più volte come le Reti di Impresa negli ultimi anni abbiano rappresentato un mezzo per orientarsi nel mercato con superiore tempestività, ottimizzando la capacità competitiva dei soci grazie a una riduzione dei costi, migliorando contemporaneamente l’efficienza dei processi. Queste premesse sono state confermate da Retismed, una Rete di aziende che operano nel settore medicale nata a Bologna con il sostegno di CNA Emilia Romagna (settori Benessere e Sanità e Produzione), Senaf e Università degli Studi di Bologna e Ferrara.

Carenze nel settore
La rete vuole proporsi come un osservatorio per il mercato, promuovendo l’innovazione e la ricerca nel settore dei dispositivi medici, ma vuole anche essere un network di servizio per adempimenti amministrativi e tecnico-scientifici, per l’internazionalizzazione, nonché per attivare servizi a supporto dell’attività di impresa.

Il comparto italiano dei dispositivi medici rappresenta il 5,8% del totale della spesa sanitaria e costituisce il terzo mercato in Europa. Anche questo settore è caratterizzato dalle piccole dimensioni aziendali, localizzate principalmente nel Centro Nord Italia: il 74% non supera i 20 ml di fatturato annuo. L’Emilia Romagna rappresenta la prima regione italiana per numero di occupati nel settore biomedicale, mentre Modena è la prima provincia italiana per numero di addetti e per valore delle esportazioni, seguita da Milano e Bologna. Si tratta di un comparto che negli ultimi anni ha fatto registrare un consistente aumento di vendite all’estero, anche grazie a una continua attenzione a ricerca e innovazione.

Il Responsabile della Rete Retismed e Amministratore Delegato di Eurtronik, Luciano Ranieri, precisa: “Il mercato dei dispositivi medici è caratterizzato dalla pressoché totale assenza di soggetti e agenzie in grado di fornire  informazioni e dati sul settore per quanto concerne mercato, innovazione e ricerca. Si lamenta una scarsità di informazioni di linee guida sui dispositivi, sia a livello nazionale sia regionale. In Emilia Romagna, per esempio, è possibile reperire solo dati parziali e di carattere generale. Per le imprese è difficile trovare informazioni specifiche sui singoli settori del comparto medicale a livello nazionale, comunitario e di internazionalizzazione. Il progetto RetisMed punta proprio a coprire queste lacune”.

Dall’idea al prodotto
Eurtronik StudioErre è l’azienda che si è fatta promotrice della rete, ricoprendo il ruolo di capofila nell’organizzazione manageriale delle attività. Ha sempre svolto attività di ideazione, progettazione e realizzazione di apparecchiature e dispositivi elettronici high-tech. Oggi è più rivolta verso un settore in espansione, come conferma Ranieri: “Dopo trent’anni spesi nell’elettronica, abbiamo ristrutturato l’azienda per indirizzarci maggiormente verso il campo medicale, nella convinzione che il modo di vivere occidentale richiederà sempre di più attrezzature per la riabilitazione fisica e la cura della persona. Si tratta di nicchie di mercato, che tuttavia necessitano di un elevatissimo contenuto tecnologico. Noi oggi partiamo dalle richieste che giungono dagli utenti e progettiamo apparecchiature in cui prestazioni, funzioni e costI vengono attentamente considerati. Le nostre macchine si collegano in Internet, dialogano con il medico che le può programmare, modificandone l’impostazione a distanza. Altre macchine sono capaci di assegnare un appuntamento al cliente stampando un apposito promemoria, o di tenere la contabilità per l’ospedale, inviando riepiloghi sui tempi di utilizzo e altri parametri”.

Fornire risposte utili
Eurtronik è il “cervello” della rete. Al proprio interno possiede un grande patrimonio di conoscenze: “Siamo in grado di costruire una qualunque macchina a partire da un’idea, un semplice schizzo. Al nostro interno abbiamo anche un laboratorio per misure di compatibilità elettromagnetica e sicurezza elettrica finalizzate alla marcatura CE/CE medicale; possiamo eseguire misure ambientali di elettrosmog, offrire un servizio di calibrazione di strumenti elettronici e consulenza per l’ottenimento delle certificazioni di prodotto e per marchi internazionali”.
Si esamina con occhio attento qual è il tipo di necessità di un chirurgo al giorno d’oggi: deve utilizzare strumenti che gli consentano di operare in modo meno invasivo possibile. Per esempio, si è constatato che i raggi X possono evidenziare bene le ossa del corpo umano, ma non sono utili per guidare una operazione con una sonda. In realtà sul mercato esiste una (costosa) macchina che permette di osservare su uno schermo vasi sanguigni e altri tessuti molli in tempo reale, ma la precisione è veramente scarsa e non sufficiente per eseguire una operazione chirurgica in tranquillità. Quella apparecchiatura inoltre richiede una notevole dose di raggi X per funzionare, tanto da non poter rimanere costantemente accesa: “Noi abbiamo studiato a fondo il problema, mettendo a punto speciali algoritmi di calcolo che ci permettono di aumentare enormemente la qualità di immagine di uno strumento standard basato su raggi X. La precisione che riusciamo a ottenere è estremamente elevata, più che sufficiente per operazioni chirurgiche. La qualità di immagine ottenuta sullo schermo del computer consente di distinguere agevolmente arterie, nervi, muscoli, e tutti gli altri tessuti molli che sono di norma “trasparenti” per i raggi X. E la nostra apparecchiatura costa un decimo dell’altra. Ma non solo il guadagno economico è considerevole; essa funziona con raggi X a bassa intensità, non c’è nemmeno bisogno di togliere orologi o anelli durante il suo utilizzo! Purtroppo la congiuntura attuale depressa, alla quale si sono uniti gli effetti del terremoto in regione del 2012 ci hanno sottratto importanti risorse per iniziare la produzione”. Accanto a Eurtronik Studioerre, partecipano all’iniziativa altre aziende che si dedicano allo sviluppo e alla costruzione di protesi (compresa la loro applicazione e manutenzione) e di attrezzi per operazioni ortopediche, centrifughe destinate al settore dentale, nonché plantari in cuoio e sughero e in materiali termoformabili. Le imprese aderenti a RetisMed godono della possibilità di utilizzare i risultati della ricerca pubblica e di collegare le proprie competenze anche con quelle del sistema universitario e sanitario per generare innovazione. Forte di queste relazioni, Retismed ha avviato una serie di progetti. Uno di questi è stato presentato lo scorso anno: si chiama “Dal sangue la rigenerazione ossea dei tessuti” e rappresenta un importante passo avanti nel campo della medicina rigenerativa e dell’ingegneria dei tessuti. Altri progetti sono in cantiere; magari nascerà un’altra rete, una dedicata esclusivamente alla manifattura di prodotti, l’altra focalizzata principalmente sulla ricerca e sullo sviluppo di apparati sempre più innovativi.

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