Dal brevetto al successo commerciale

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Amulio Gubbini, Amministratore Delegato e referente per le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta del Centro Sviluppo Brevetti.

Cosa succede nel momento in cui si ha un’idea innovativa per il mercato? Solitamente, nella mente del neo inventore, si fa avanti un pensiero: quello di poter realizzare concretamente il proprio progetto e di poterlo mettere al servizio di chi, come lui, ha avuto la necessità di colmare quello che potrebbe essere un vuoto produttivo o tecnologico.
Da questo slancio parte quindi la necessità di brevettare la propria idea, di commercializzarla, di trovarle un settore di applicazione concreto in ambito industriale. Ma è proprio in questa fase di beata e ottimistica operosità che possono iniziare i primi inaspettati problemi.
Spesso, infatti, molte delle idee che vengono trasformate in brevetti – e non senza spese ingenti – si perdono in un calderone di progetti impossibili e senza futuro. Pur avendo le carte in regola per diventare a tutti gli effetti prodotti innovativi e con uno sbocco sul mercato.
Dalla percezione di queste difficoltà e con l’obiettivo di dare aiuto, consulenza e servizi a inventori e aziende nasce, nel 2008, il Centro Sviluppo Brevetti, di cui Amulio Gubbini è Amministratore Delegato e referente per le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta. «In Italia si depositano circa 70 mila brevetti all’anno, suddivisi tra marchi, disegni industriali e modelli di utilità – spiega Amulio Gubbini – di questi, il 20% circa sono modelli di utilità e invenzioni, per un ammontare di circa 15 mila domande di deposito all’anno. A loro volta, di queste, solo lo 0,01% va effettivamente al mercato e questo accade perché spesso non hanno la forza o la possibilità di trasformarsi da idea innovativa a prodotto. Il percorso di un’idea, che va dal deposito di un brevetto al mercato, spesso infatti diventa un dramma. La mission di CSB è quella di favorire il contatto fra gli inventori, e le loro idee, e il mondo delle aziende, con le proprie richieste e necessità in fatto di prodotti innovativi, mettendo a loro disposizione conoscenze e strumenti per valorizzare un’idea e darle un futuro commerciale».

Il progetto: dall’idea al mercato
Centro Sviluppo Brevetti, con sede centrale a Leinì, in provincia di Torino, oggi conta una fitta rete di filiali presenti in tutta Italia e importanti partnership aziendali e collaborazioni con associazioni di categoria, come Confartigianato, su tutto il territorio italiano. «Spesso dopo aver depositato localmente il brevetto per una propria idea, l’inventore rimane in balia di se stesso – spiega Gubbini – ma non tutti sanno che i primi mesi dal deposito della domanda sono il momento più importante della vita di un brevetto. In questo periodo è infatti necessario capire la sua realizzabilità tecnica, trovare gli strumenti e le modalità più adatte per valorizzarlo economicamente e valutarne la sua sostenibilità economica nel tempo. Grazie a queste informazioni si può evitare che un’idea non venga sviluppata al meglio oppure di investire denaro e fatica inutili in un progetto che non ha concrete possibilità di sviluppo». Ecco perché gli esperti del CSB vengono incontro a tutte queste necessità con un team di oltre 40 analisti di mercato, con un’esperienza ultra decennale in svariati settori di attività e con la capacità di realizzare approfondimenti e ricerche in oltre 200 settori economici. Ma non solo: forti di un know-how consolidato nel tempo aiutano inventori e aziende grazie all’applicazione di un metodo di lavoro strutturato, volto a valorizzare ogni l’invenzione anche sulla base delle necessità e degli obiettivi specifici del suo ideatore.

Un aiuto concreto per gli inventori
Cosa fare dopo la presentazione di una domanda di brevetto non è cosa semplice da capire per molto inventori. Spesso non si sa a chi chiedere informazioni e può capitare di rivolgersi a enti o a referenti sbagliati. Questo è un limbo che, per legge, dura circa 11 mesi, dopo i quali il proprietario del brevetto ha un mese di tempo per decidere se estendere la domanda depositata a livello internazionale e altri 6 mesi perché venga resa accessibile al pubblico. Queste sono scadenze importanti, o addirittura cruciali, se si vuol far sì che la propria idea e il proprio brevetto non si trasformino in un flop commerciale.
«L’obiettivo di un inventore che deposita un brevetto è creare un business – spiega ancora Amulio Gubbini – ma il deposito di un brevetto è solo l’avvio di un processo di trasformazione che non sempre gli inventori comprendono, poiché non sono tecnici o imprenditori. Noi forniamo gratuitamente un’analisi preliminare dell’idea innovativa attraverso un incontro personale con un responsabile commerciale del nostro centro, definiamo quindi le caratteristiche dell’invenzione e individuiamo le aspettative specifiche dell’inventore. In seguito realizziamo una valutazione di fattibilità del progetto e presentiamo la tipologia di aiuto che possiamo fornire per la sua corretta realizzazione». E per rendere ancora più concreto questo sostegno CSB ha dato vita anche al Portale Italia Inventa, il Portale degli Inventori, un luogo virtuale ideato per favorire l’incontro fra l’inventore che vuole valorizzare e promuovere la propria idea e le aziende che sono alla continua ricerca di nuovi prodotti o innovazioni che possano renderle più concorrenziali e appetibili sul mercato: «Oggi il Portale Italia Inventa è diventato un network importantissimo, un serbatoio di idee e informazioni che conta circa 52 mila depositi».

Rendere più competitive le PMI
Un servizio importante, quello di CSB, se si pensa anche alle caratteristiche strutturali e specifiche della realtà imprenditoriale italiana: «In Italia il 97% delle realtà aziendali sono formate da PMI che vivono grazie al lavoro che gli viene commissionato dalle grandi imprese – spiega l’Amministratore Delegato di CBS –  queste aziende sono un indotto importante che vive di innovazione tecnologica e produttiva, base indispensabile per la loro competitività sul mercato. In quest’ottica è facile dedurre che le idee hanno bisogno di impresa e soprattutto di queste piccole e medie aziende subfornitrici, che sono ottimi trasformatori di prodotto, ma non produttori finali. Il nostro lavoro è quindi un valido supporto, non solo per gli inventori, ma anche per le PMI, che hanno la necessità di attingere costantemente a nuove risorse tecnologiche». Come afferma il Responsabile del CSB, se si suppone che dei 15 mila depositi di brevetto che vengono depositati all’anno in Italia, solo il 20% ha i numeri per andare al mercato, significa che si hanno a disposizione circa 3 mila nuovi prodotti l’anno da poter realizzare. Seguendo poi un ragionamento ben noto al mondo della subfornitura, è facile dedurre che, per realizzare queste idee innovative, ci sia la necessità del lavoro di almeno 4 o 5 aziende contoterziste per trasformarli in prodotti a tutti gli effetti finiti. E quindi, ne emerge che è possibile proporre al mercato e alle grandi imprese un totale di 12 mila nuovi potenziali prodotti ogni anni anno. Ma come si può sfruttare al meglio questo importante tesoro di competenze e capacità?

Una rete di imprese che aiuta l’impresa
«Grazie al nostro progetto, abbiamo messo a disposizione delle imprese nuovi potenziali prodotti e idee di sviluppo tecnologico. Ma sfruttando una logica di rete, ci siamo resi conto di aver creato con il tempo anche una serie di collaborazioni e contatti che potevano permettere alle PMI di presentarsi in modo più forte e vantaggioso sui mercati internazionali».
In 5 anni di attività il Centro Sviluppo Brevetti, non ha solo messo a disposizione del settore industriale le proprie conoscenze e competenze, ma, mano a mano che gli anni passavano e che intesseva relazioni e rapporti per favorire la promozione e lo sviluppo del proprio progetto, è riuscito anche a dare vita ad una fitta e strategica rete di imprese.
«Il progetto di CSB è sponsorizzato a livello etico da Ministero dello Sviluppo economico, inoltre collaboriamo con le Confartigianato, a livello nazionale, per tutte le fase di analisi di un’idea e studio di fattibilità commerciale. Se un’idea è in grado di proseguire la sua strada verso il mercato, grazie alla nostra rete di contatti siamo in grado di sottoporlo al vaglio di un tavolo tecnico composto da associazioni di categoria, istituzioni, banche, tecnici e da tutti coloro che gestiscono normative in materia. A tutti gli effetti abbiamo realizzato una rete di competenze, di esperti, ovvero di imprese, che sono in grado di lavorare insieme per rendere fattibile qualunque interessante progetto».

Aiutare la creatività Made in Italy
Una presenza capillare sul territorio, la profonda conoscenza del mercato nazionale e internazionale, importanti contatti con enti ed istituzioni. Ma non solo: «I nostri Atenei sono colmi di idee e di progetti tecnologici innovativi – conclude Gubbini – per dare un maggiore supporto ad inventori ed aziende, stiamo entrando anche in CNR e a breve contiamo di aprire sportelli del nostro centro presso le principali Università, come ente autonomo, dato che non siamo Incubatori. Crediamo nella necessità di difendere e valorizzare la creatività italiana, la capacità di innovare del nostro tessuto imprenditoriale. Per questo è indispensabile aiutare chi ha i numeri per farlo, tutti coloro che hanno idee che possano permettere al mercato italiano di ricominciare a crescere. Solo così la crisi economica può diventare un’opportunità di miglioramento».

Invenzione curata e promossa dal CSB: bicicletta dotata di un meccanismo evoluto di pedalata alternabile, che consente al ciclista di procedere pedalando sia in avanti che all’indietro. In questo modo, nella biomeccanica della pedalata, vengono utilizzate tutte le fibre muscolari, con un conseguente potenziamento muscolare, minore usura delle articolazioni, benessere per i distretti articolari coinvolti e aumento della coordinazione dell’utilizzatore.

1 COMMENTO

  1. Buongiorno
    Un brevetto anche se vincente ed utilissimo che addirittura porta con sè un certo portafoglio clienti, non sempre ha potenzialità.
    Almeno non qui in Italia.
    Personalmente porto avanti da 10 anni un progetto innovativo di sicuro successo marketing brevettato depositato con annessa ricerca di mercato che ne assicura l’assenza.
    Ho proposto tale idea a tutte le aziende del settore italiane…(Tutte)…e non ho avuto
    alcuna risposta da nessun produttore.
    Ironia della sorte, al contrario ho avuto riscontri positivi da potenziali clienti….”solo in Italia può accadere😀”…
    Da sottolineare che io regalavo il mio brevetto purché esso avesse creato nuovi posti di lavoro.

    Ciao a tutti
    Italo di Trento

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