Crowdfunding per la ricerca: stampa 3D e nanotecnologie sono le protagoniste

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Crowdfunding per la ricerca, da oggi al via tre nuovi progetti

Dopo il successo della prima fase di finanziamento popolare sulla piattaforma universitiamo.eu, che si è conclusa con 671 donatori, due progetti finanziati e 81.759 euro raccolti, l’Università di Pavia, dallo scorso novembre tra le poche università al mondo dotata di una propria piattaforma per il crowdfunding della ricerca, lancia la nuova campagna di crowdfunding per il sostegno della ricerca con tre nuovi progetti che riguardano l’utilizzo di stampanti 3D al servizio della chirurgia, specialmente addominale, per la realizzazione di modelli anatomici da utilizzare per la pianificazione pre-operatoria; lo sviluppo di nanotecnologie per la terapia del tumore al seno che migliorino l’efficacia delle chemioterapie; il restauro di un elefante donato a Pavia da Napoleone e conservato nel Museo di Storia Naturale dell’Università.
Con i nuovi progetti, pubblicati da oggi sul portale Universitiamo.eu, il team di lavoro coordinato dalla professoressa Arianna Arisi Rota, delegato del Rettore per il Fundraising istituzionale, ha raccolto la sfida di ripetere il successo ottenuto nella precedente campagna.

Crowdfunding per la ricerca, da oggi al via tre nuovi progetti

I NUOVI PROGETTI
Il primo progetto, che coinvolge il team di lavoro del professor Ferdinando Auricchio, ha l’obiettivo di portare la stampa 3D al servizio della chirurgia, specialmente addominale, per la realizzazione di modelli anatomici da utilizzare per la pianificazione pre-operatoria e rendere questa tecnologia fruibile a tutti. Al momento la strumentazione in possesso del laboratorio non permette di implementare un vero e proprio servizio: è necessaria una strumentazione più adatta alle esigenze della chirurgia addominale, che permetta maggiore velocità realizzativa e costi contenuti. In base al finanziamento raggiunto, il team del professor Auricchio intende estendere il più possibile il bacino di utenza del servizio, arrivando a creare un vero e proprio centro di riferimento.
Il secondo progetto si propone di sconfiggere il tumore al seno (che rappresenta il 16% di tutti i tumori femminili e il 22,9% dei tumori invasivi nelle donne) attraverso nanosfere d’oro intelligenti. Il giovane gruppo di ricercatori del laboratorio diretto dalla professoressa Livia Visai si occupa da diverso tempo dello sviluppo di nanosistemi e della loro caratterizzazione ed efficacia in sistemi biologici. Scopo di questo progetto è l’utilizzazione di un approccio nanotecnologico per ottenere un nuovo nanovettore biocompatibile con i sistemi biologici, al fine di migliorare l’efficacia e la selettività del trattamento chemioterapico. Il gruppo di ricerca ha finora messo a punto un efficiente metodo di funzionalizzazione di nanoparticelle d’oro con un biopolimero che consente di caricarle con un farmaco o più farmaci ad azione chemioterapica. L’obiettivo è migliorare il trattamento chemioterapico del carcinoma mammario e ridurre i tempi di riabilitazione, migliorando la qualità della vita del paziente.
Il terzo progetto riguarda l’esemplare di elefante indiano, una femmina di due anni, che nel 1812 giunse a Pavia, donato al Museo di Storia Naturale dell’Università che era sorto, trent’anni prima, per volere di Maria Teresa d’Austria e che fu, a inizio Ottocento, fortemente sostenuto da Napoleone Bonaparte. Il pachiderma, dopo 60 anni di oblio nel sottotetto del Castello Visconteo di Pavia, sarà esposto al pubblico e deve quindi essere sottoposto ad un accurato lavoro di pulizia e di restauro per arginare i danni subiti nel corso dei secoli. Lo scopo del progetto, che ha come responsabile il professor Giorgio Mellerio, è effettuare un intervento di pulizia sulla pelle tassidermizzata dell’esemplare; procedere al restauro per sanare lembi di pelle mancanti; promuovere il rilievo storico e scientifico dell’elefantessa del Museo di Storia Naturale di Pavia, che è il più antico esemplare tassidermizzato di elefante indiano esistente al mondo.
«Con 671 donatori, due progetti finanziati e 81.759 euro raccolti la prima campagna di crowdfunding per la ricerca dell’Università di Pavia si conclude con un successo» con queste parole il Magnifico rettore dell’Università di Pavia, prof. Fabio Rugge, ha commentato la conclusione della prima fase di finanziamento popolare Universitiamo.eu. «Un successo reso possibile da alcuni fattori: l’ideazione di una piattaforma creativa e innovativa e un ottimo lavoro di squadra; l’attivazione di una diffusa rete di relazioni con un pubblico allargato, che guarda all’Università di Pavia come punto di riferimento; le ottime relazioni con il territorio e in particolare con Confindustria, che ha sostenuto i 4 progetti di crowdfunding; la qualità delle proposte di ricerca che hanno una ricaduta sociale immediata e visibile. Grazie a tutto questo, le ricerche per curare la tubercolosi e combattere la zanzara tigre sono decisamente più conosciute e possono proseguire contando su un sostegno sociale allargato. Si consolida anche il rapporto con le imprese e l’impegno comune con Confindustria per lo sviluppo del territorio, con una speciale attenzione alle esigenze innovative della piccola e media impresa».

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