Cose buone con la Germania

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Giovanni Probo
Giovanni Probo

L’interscambio commerciale fra Italia e Germania ha raggiunto in tempi recenti il valore di 100 miliardi di euro. Le due nazioni trainano la manifattura europea e gareggiano in particolare in ambito meccanico. A margine dell’ultimo Forum internazionale della manifattura di Stoccarda due possenti aziende come Kaercher e Bosch oltre a fare giustificato sfoggio della loro eccellenza strategica e produttiva non hanno mancato fra le righe di fare emergere la relazione forte che le lega alla Penisola.
A tal proposito, abbiamo dunque intervistato l’amministratore delegato italiano di Kaercher, Giovanni Probo.

Nata addirittura nel 1935 nel Baden Wuettemberg, Kaercher è specializzata in sistemi di pulitura industriale e domestica cui con il tempo ha aggiunto con successo anche una gamma di strumenti per il gardening portando la quota del fatturato in arrivo dal consumer al 49%. Con 3.000 prodotti in catalogo dei quali l’85% ha meno di cinque anni ha generato nel 2011 valori per 1,7 miliardi di euro per otto milioni di articoli venduti. Dei suoi 9.000 addetti nel mondo 700 lavorano nei poli italiani a Volpiano presso Torino; Montereale Valcellina (Pordenone); Reggio Emilia e Quistello (Mantova). «Quest’ultimo impianto», ha detto Giovanni Probo a Subfornitura News, «sarà ampliato di 14 mila metri quadri per una superficie totale di 40 mila e un investimento da circa sette milioni di euro».

Un segno che le relazioni con l’Italia proseguono nel migliore dei modi?
È un bel lavoro di squadra. L’organizzazione di Kaercher prevede che la sede centrale concentri le attività di ricerca, marketing e finanziarie. In tutte le filiali mondiali agiscono responsabili locali di vendita. Gli stabilimenti produttivi sono gestiti come un network che fa capo al quartier generale.

Quali sono le principali prerogative delle sedi di Kaercher nel nostro Paese?
Il settore del cleaning è fra i più vasti al mondo e l’Italia vanta potenzialità forti per le dimensioni del suo mercato interno e le sue competenze. Quistello è un centro d’eccellenza per gli aspiratori consumer e le idropulitrici che da qui vengono distribuite a livello globale. Volpiano lo è a sua volta per l’aspirazione industriale e dopo l’acquisizione di Uniflex Montereale ha acquisito ulteriore specializzazione nel giardinaggio. Reggio Emilia fa tesoro delle locali competenze motoristiche mettendole al servizio delle pompe per la pulizia ad acqua.

Rigore teutonico e know how italiano: la strana coppia funziona?
Alla perfezione. Lo dimostra il fatto che la casa madre abbia investito ancora qui e non nei paradisi del basso costo facendo di Quistello il suo secondo polo mondiale per grandezza. Localizzazione per Kaercher significa specializzazione ed è targato Mantova un terzo delle idropulitrici vendute nel mondo. È importante notare che ogni stabilimento del marchio deve produrre profitti e reggersi da solo stimolando una sana competizione in cui Quistello si è accaparrata anche l’incarico di produrre un inedito modello di pulitore per vetri di grande rilevanza strategica per l’intera multinazionale.

Quanto pesano in Germania le diffuse competenze della subfornitura sul territorio?
Rappresentano un elemento decisivo per le politiche industriali di Kaercher che con frequenti visite nella Penisola monitora attentamente l’intera filiera produttiva. Esiste una rete di terzisti che pure a fronte del fattore-prezzo continua a essere preferita alla manodopera di tante altre nazioni. La competenza dei fornitori è controllata con rigore e al momento dell’acquisizione Uniflex è stata indirizzata verso nuovi standard di processo e qualità applicati anche ai suoi collaboratori esterni. L’asticella dei capitolati viene costantemente spostata verso l’alto e anche questa è innovazione: continuità e specializzazione nazionali sono un antidoto forte rispetto alle tentazioni del basso costo

Quali sono a Suo avviso i punti di incontro fra due opposti che si attraggono così fortemente?
La flessibilità italiana è decisiva e apprezzata insieme alla velocità con cui traduciamo il pensiero in azione in nome del massimo risultato possibile. Germania e Italia formano un binomio che funziona perché se i tedeschi danno il meglio in fase di programmazione ed efficienza degli impianti, gli italiani sono abili ad agire all’interno dei loro schemi inserendovi con creatività i tasselli più giusti. È un arricchimento reciproco a legarci e in Kaercher gli opposti si armonizzano e non si esasperano.

Gli stabilimenti italiani sono ascoltati anche in sede di pianificazione dei prodotti e ideazione?
In Italia sono nate tecnologie e strategie. Sino quattro anni orsono l’azienda era posizionata su una fascia alta del mercato dove è peraltro ancora solidamente presente. L’Italia ha spostato la competitività anche sul segmento dei prodotti più accessibili senza intaccare la qualità conquistandovi una quota del 60% contro l’iniziale 25. Abbiamo dovuto forzare un po’ la mano ma abbiamo convinto la casa madre a poterci confrontare anche contro prodotti unbranded mantenendo la qualità che contraddistingue la nostra gamma, spingendo sulla ricerca e lo sviluppo interni.

Questo significa aver stretto una autentica partnership.
Proprio così. E non è un caso isolato. Quistello ha inaugurato una nuova serie di pulitrici con motori raffreddati ad acqua frutto dell’ingegno italiano. Nata nel 2010 la tecnologia è stata distribuita su tutti i mercati dimostrando che le soluzioni d’avanguardia possono nascere ovunque e dovunque possono essere condivise. Le best practice sono una parte essenziale del nostro lavoro di squadra.

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