Cosa cercano i buyer serbi dalla subfornitura italiana?

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A seguito del grande successo del Mecspe, abbiamo intervistato alcuni buyer della Delegazione Serba e con loro abbiamo parlato sia del ruolo della Funzione Acquisti all’interno delle loro aziende, che delle opportunità che una fiera di settore come quella di Parma può creare per i buyer che la visitano.

Com’è oggi organizzata la Funzione Acquisti nella loro azienda od Ente?
Anamarija Sabol
: «L’ ufficio acquisti di Neofytol è organizzato ed amministrato direttamente dal Direttore Generale che non solo ne gestisce il business, ma prende anche le decisioni finali in merito all’inserimento dei nuovi fornitori partner».
Nemania Dimic di Nexus Plast e Zica Ivanovic della Z.I.Z.I. Preduzetnik confermano invece che le loro organizzazioni «prevedono una Funzione Acquisti prettamente di tipo tradizionale, con buyer interfunzionali che sono in grado di gestire diverse merceologie».
Sandra Cadjenovic: «In SGCM si opera con category manager e che in ogni area (attrezzature, materie prime, plastiche, …) ci sono buyer che acquistano sotto la supervisione del Responsabile degli Acquisti strategici».
Snezana Ciric Kostic della Facoltà di Mechanical Engineering di Kraljevo ci conferma che il loro Ente «non ha un ufficio acquisti vero e proprio, ma che tutti gli acquisti vengono effettuati a livello di progetto e sono organizzati dai rispettivi gestori che hanno ampia autonomia nei rapporti con clienti e fornitori».

Secondo la vostra esperienza quali differenze esistono tra la figura del Responsabile Acquisti e del Buyer nelle grandi aziende multinazionali e nelle aziende di tipo padronale?
Anamarija Sabo
l : «A mio parere le competenze in entrambi i casi devono essere le stesse; entrambe le figure professionali devono conoscere il mercato ed i potenziali acquirenti per trovare il giusto approccio e raggiungere il risultato atteso».
Sandra Cadjenovic : «Sì, concordo, generalmente le competenze necessarie sono uguali. Tuttavia, dipende molto dal portafoglio fornitori e dalla potenzialità di spesa della società. Per quanto concerne invece le responsabilità (NDR: le deleghe) ed i fattori organizzativi sono diversi se si confrontano le due differenti modalità organizzative».
Zica Ivanovic:  «A mio parere gli skill professionali di base forse possono essere gli stessi, ma le competenze specifiche, e forse anche i carichi di lavoro, non sono paragonabili».
Prof. Snezana Ciric Kostic:  Io ho lavorato sempre in Enti, nell’ accademia e nell’insegnamento, non ho esperienze specifiche in materia aziendale, per cui non intravedo sostanziali differenze».

Le aziende che affrontano meglio la crisi sono quelle che lavorano in nicchie di mercato, che esportano più del 50% del loro fatturato o quelle che hanno puntato molto sul “Lean Thinking”. In ogni caso le aziende tendono ad essere sempre più “snelle”. Da questo punto di vista cambia qualcosa nella gestione dei Fornitori e dei subfornitori negli ultimi anni?
Zica Ivanovic
: «Oggi, le aziende tendono ad essere organizzate in modo semplice e snello. Lavorando sulla catena di fornitura e puntando su nuovi rapporti con i fornitori si sta cercando di cambiare marcia, e lo vediamo anche alle fiere, Mecspe compresa».
Sandra Cadjenovic: «Noi acquistiamo soprattutto MP (acciaio, resina, plastica) ed è forse più difficile dare una risposta su questo punto. L’impatto del Lean Thinking nei processi produttivi è evidente, ma non sempre sembra avere una grande influenza anche sul servizio. Qualche cosa di diverso l’abbiamo visto presso il nostro principale fornitore d’acciaio: “ Meusburger “; è uno dei pochi che offre ai clienti la possibilità di visitare l’azienda e dare un’occhiata a tutto il processo, dalla produzione, fino alla spedizione delle merci. Loro sono un buon esempio di questo approccio, ma non tutti i nostri clienti/fornitori lo fanno o danno la stessa possibilità».
Anamarija Sabol: «Il modo di relazionarsi con il fornitore si è spostato nel tempo verso un approccio di partnership. Anche noi stiamo cercando di affrontare il mercato unendo le forze reciproche, presentandoci unitariamente. Le partnership oggi sono diventate uno dei fattori per avere successo».
Nemania Dimic: «Sì, confermo che negli ultimi anni il rapporto con i fornitori è molto cambiato ed ha sempre più assunto una tendenza di “partnership amichevole».

Effettivamente nelle aziende italiane in generale si fa un gran parlare di “Partnership fra committenti e sub-fornitori”; quanta di questa partnership può essere realmente realizzata e quanta è invece soffocata dall’attenzione al “costo finale della fornitura”?
Anamarija Sabol:
«Avere un buon rapporto è la cosa più importante; lavorare in partnership dovrebbe sempre portare a risultati che saranno ottimali per entrambe le parti».
Nemania Dimic: «Sappiamo che alla fin fine le differenze di “costo/prezzo” diventano importanti nella scelta tra due differenti fornitori, ma solo nel caso in cui la differenza di prezzo sia sensibilmente alta».
Sandra Cadjenovic:  «A mio parere entrambi i fattori sono importanti. Se non c’è buon rapporto in generale, la possibilità che un acquirente scelga un’alternativa è molto più alta. Se il rapporto e il servizio sono buoni, l’alternativa che fa risparmiare una piccola somma di denaro scegliendo un altro fornitore non è normalmente da noi considerata come un’opzione, ma è vero che molto dipende dalle persone preposte a tale funzione».
Zica Ivanovic: «E’ naturale che il prezzo o il costo globale della fornitura siano molto importante nel business, ma anche altri fattori hanno molta influenza, per questo si deve far attenzione a tutti gli aspetti della fornitura in generale».

Per continuare a leggere l’articolo all’interno dello sfogliabile, clicca qui: http://www.subfornituranews.it/numeri/2014_04-settembre/?pagina=16

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