Controversie legali? Il ruolo del giudice tecnico

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Controversie legali? Il ruolo del giudice tecnico

Controversie legali? Il ruolo del giudice tecnicoCosa accade quando le imprese sono costrette a rivolgersi alla Giustizia per redimere controversie legali comprendenti aspetti tecnici e  “meccanici” in particolare? La figura più importante è quella del consulente tecnico d’ufficio (CTU),  alla quale il giudice ricorre quando la sua decisione dipenda da accertamenti e considerazioni d’ordine tecnico specialistico richiedenti cognizioni che egli evidentemente non possiede, anche se in teoria nulla esclude che le possieda.
Gli ambiti delle consulenze tecniche sono innumerevoli: meccanico, edilizio, medico, fiscale, brevettuale, chimico, commerciale, artistico, grafico, ecc.: ogni materia ha i suoi esperti, iscritti negli appositi albi dei vari Tribunali; e non c’è dubbio che tra i suddetti ambiti quello della meccanica è tra i più interessati a causa delle innumerevoli controversie cui possono dar luogo, per esempio, i vari contratti riguardanti le macchine gli impianti e la loro utilizzazione.
I casi per i quali più comunemente nel mondo della meccanica si ricorre al consulente tecnico d’ufficio sono quelli in cui la macchina non risponda, ad avviso del compratore, ai requisiti per i quale è stata acquistata, oppure manifesti difetti occulti, cioè non riconosciuti e riconoscibili in occasione della trattativa e dell’acquisto, oppure non corrisponda alle normative nazionali e internazionali, o dia luogo a interruzioni o malfunzionamenti che in genere l’acquirente attribuisce a difetti della macchina e il venditore a cattiva manutenzione. In tali situazioni l’aiuto del consulente è risolutivo e, affinché il CTU sia all’altezza del compito assegnatogli, non è sufficiente per lui essere un buon ingegnere o comunque un buon professionista, occorre anche che abbia buone conoscenze giuridiche.

Le operazioni peritali
Ammettiamo che due imprese meccaniche siano “in lite” per una fornitura di prodotti che potrebbero essere non conformi rispetto a quanto richiesto. Il giudice sottopone la questione tecnica al CTU, il quale “giura” di assolvere l’incarico fedelmente e, in particolare, di rispondere al “quesito” che gli viene sottoposto dal giudice stesso. Il CTU avvierà quindi le cosiddette “operazioni peritali”, ovvero incontri, test, analisi, ispezioni, ecc., che devono essere svolti assieme ai consulenti tecnici di parte (CTP), se nominati, o altrimenti con le parti medesime o i loro legali.
Durate le operazioni peritali il CTU dovrà rispettare sempre il contraddittorio che, nelle cause, è evidentemente presupposto imprescindibile. Nessuna iniziativa, cioè, potrà prendere il CTU senza che le parti, i loro legali e i loro consulenti ne siano tempestivamente informati e senza che ad essi sia concessa la possibilità di esporre e approfondire le proprie argomentazioni, di esercitare cioè il diritto di difesa.
Spesso le maggiori difficoltà che l’esperto del giudice incontra sono di tipo procedimentale. Può accadere che una parte cerchi di ampliare l’ambito delle indagini, o di spostare l’obiettivo di esse, o di produrre documentazione nuova. Per esempio, l’utilizzatore di una macchina, per dimostrare il cattivo funzionamento della stessa, proporrà test produttivi, oppure misurazioni sui manufatti realizzati, e così via. Tali iniziative provocano in genere doglianze e opposizioni fortissime della controparte, che quindi proporrà procedure e/o test differenti. In questa situazione il consulente dovrà non sbilanciarsi e decidere cercando la soluzione migliore; in casi particolarmente difficili dovrà chiedere chiarimenti al giudice stesso. Al termine delle operazioni peritali, il consulente depositerà la sua relazione, la quale costituirà un elemento decisivo per il giudice nel prosieguo del procedimento. Le “operazioni peritali”, dunque, costituiscono un vero e proprio “processo tecnico” nell’ambito di una controversia legale.

L’accertamento tecnico preventivo
Un caso particolare di consulenza d’ufficio è il cosiddetto accertamento tecnico preventivo (ATP). Può accadere infatti che, ancor prima di promuovere una causa, una parte abbia necessità di far constatare con urgenza lo stato dei luoghi o la condizione di determinati beni (macchinari, componenti, strumenti, ecc.) per “fotografare” una situazione di danno o di pericolo, prima di procedere all’azione giudiziaria vera e propria. Si pensi al caso di chi deve assolutamente procedere in tempi rapidi alla riparazione di un capannone industriale per proseguire la sua attività e non può certamente attendere che un normale processo completi il suo lunghissimo corso. O al caso in cui una macchina per produrre stampi, pagata centinaia di migliaia di euro, non può essere lasciata improduttiva per troppo tempo.
È opportuno infine aggiungere che il consulente tecnico viene di norma incaricato dal giudice, nelle cause civili, di svolgere anche il cosiddetto “tentativo di conciliazione”, tentando cioè di mettere d’accordo le parti. Quando ciò avviene, tutti ne hanno grande soddisfazione, giudice compreso.

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