Contro la crisi arriva la moneta complementare

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Lo scenario è sempre lo stesso: finanziamenti esigui, o quasi inesistenti, da parte delle banche, lo Stato paga in ritardo e le PMI sono sempre più in crisi di liquidità. Occorre quindi cercare strade alternative che permettano alle aziende di mantenere solida la loro dinamicità. Ecco allora la moneta complementare, ossia una moneta virtuale che permette alle imprese che fanno parte di un determinato network di acquistare beni e servizi necessari alla propria attività senza utilizzare denaro, ma pagando con i prodotti e servizi propri. Esattamente si tratta di un “sistema di compensazione multilaterale”, ovvero un vero e proprio baratto “differito”. Ma come funziona praticamente? Facciamo un esempio. L’azienda del Sig. Rossi mette a disposizione sul circuito beni e servizi in compensazione. L’azienda del Sig. Bianchi decide di acquistarli in compensazione, senza spendere denaro. Così, l’azienda del Sig.Rossi acquista un credito che può spendere anche dopo mesi se è interessata ad acquistare beni e servizi dall’azienda Verdi. Affinché questo sistema funzioni bene occorre che un’azienda terza si occupi della certificazione dei crediti e della verifica della solvibilità di ogni società del circuito. Ad oggi, i circuiti più noti sono: BexBIncambiodi e Cambiomerci in Italia, Sardex a livello regionale in Sardegna e Wir BanK in Svizzera. Ma come si fa ad entrare in un circuito? Si paga la quota di un abbonamento annuale, dopo di che si scambieranno beni o servizi senza usare più la moneta ordinaria, se non per una minima commissione sulle vendite da riconoscere al network. Chi vende non è obbligato ad accettare la merce dell’acquirente, ma può comprare ciò che gli serve presso altri fornitori del network. Ogni transazione è garantita dal rischio insolvenza mediante accordi con società assicurative. La finalità della moneta complementare è di alleggerire il fabbisogno di liquidità delle aziende eliminando la differenza di competitività causato oggi da condizioni finanziarie disuguali e non da effettive differenze di produttività. Inoltre, associarsi al circuito permette di acquisire la clientela a scapito della concorrenza e di trovare nuovi fornitori da cui acquistare senza utilizzare denaro.

 

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