Chi è l’energy manager in azienda?

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La difficile congiuntura che ha accompagnato il settore industriale in questi ultimi anni ha imposto alle aziende politiche incentrate sul contenimento dei costi e degli sprechi. Uno scenario che include anche il delicato aspetto legato all’energia a cui ogni realtà produttiva deve giocoforza ricorrere per i propri processi. Tutto ciò senza dimenticare che se si tratta di energia elettrica: ogni imprenditore italiano deve mettere in conto che lo Stivale risulta tra i luoghi in cui la stessa si ottiene a più caro prezzo. Per colpa dell’elevato livello dei prezzi dell’elettricità in Italia, le nostre imprese devono recuperare uno svantaggio competitivo dell’ordine del 20-25% (con punte anche vicine al 30%) rispetto agli altri grandi paesi produttori europei. Senza dimenticare che per ottemperare alle normative e agli obiettivi sia nazionali sia internazionali a salvaguardia dell’ambiente, vengono inoltre imposte alle stesse aziende richieste di adeguamento tecnologico e di processo, proprio finalizzato al contenimento energetico. In questo contesto la gestione delle fonti di energia nelle attività di tipo industriale è regolamentata dalla legge 10/1991  la quale, all’articolo 19, prevede la presenza dell’energy manager, laddove vi siano consumi rilevanti. Il tessuto industriale italiano è tuttavia come ben noto caratterizzato da imprese di piccole e medie dimensioni che comunque potrebbero trarre grandi benefici nella razionalizzazione dei consumi divenendo, in sintesi, più efficienti e competitivi. Attraverso interventi cost-effective si potrebbero registrare infatti (a fronte di budget contenuti) importanti risparmi nel tempo. Interventi che possono essere gestiti proprio dall’energy manager, a garanzia di un miglioramento delle possibilità di investimento tecnologico e di possibili risparmi in processi energivori.

Le funzioni dell’energy manager
Le principali funzioni che un energy manager potrebbe essere in grado di svolgere, a seconda della dimensione d’impresa all’interno della quale è chiamato a operare, riguardano:

• verifica dei consumi, attraverso un monitoraggio e un controllo costante;
• ottimizzazione di questi consumi attraverso una corretta regolazione degli impianti e loro uso appropriato dal punto di vista energetico;
• acquisto di energia elettrica, gas naturale e altri combustibili nel mercato libero;
• promozione di comportamenti virtuosi da parte di dipendenti e/o occupanti di strutture energeticamente consapevoli;
• proposte di investimenti migliorativi a favore di processi più efficienti;
• promozione della generazione di energia da fonti di energia rinnovabile.

L’ energy manager può portare oggi a un’azienda interventi di miglioramento dell’efficienza quali eliminazione degli sprechi e gestione ottimizzata degli impianti, sostituzione di alcune tecnologie diffuse in tutti i processi industriali (motori elettrici, pompe e compressori, illuminazione) e  altre più efficienti azioni mirate al processo industriale.
In tutti i casi, il ruolo di un bravo e qualificato energy manager risulta alquanto determinante per ottenere dei buoni risultati. Dal momento che l’energia è un tema orizzontale in un’organizzazione, e visto che investe diverse funzioni interne, per ottenere i risultati migliori è opportuno che l’azienda si doti di un sistema di gestione aziendale secondo la norma Iso 50001, nel quale lo stesso energy manager svolga le funzioni di responsabile.

Dall’obbligo legislativo alla strategia di crescita
Proprio perché nel nostro Paese l’energia costa molto, è essenziale che gli uffici acquisti, in coordinamento con l’energy manager, redigano delle specifiche di acquisto che assicurino l’impiego di componenti a basso consumo. Una volta scelto, infatti, è difficile e più oneroso intervenire in retrofit e ci si troverebbe a dover affrontare costi di utilizzo più elevati, a fronte di una minore spesa iniziale che difficilmente si giustifica in un’ottica di Lcca, Life cycle cost analysis, ovvero analisi del costo nel ciclo di vita (o Tco, Total Cost of Ownership),  strumento economico che permette di valutare tutti i costi relativi a un determinato componente o sistema, dalla sua nascita alla sua dismissione.

Competenze in sinergia
Il valore aggiunto che la figura dell’energy manager è in grado offrire in termini di maggiore efficienza produttiva e competitività è chiaro.  Il profilo di questa figura professionale è  importante che unisca competenze tecniche con basi di economia (ciò per evidenziare le ricadute economiche degli interventi di efficientamento), ecologia (per le ovvie sinergie fra energia ed emissioni di Co2) e comunicazione (la materia è complessa ed è importante trasferirla nei modi giusti ai decisori).

 

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