Metalli vili come catalizzatori

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Impiegare metalli vili impiegati come catalizzatori nella realizzazione di prodotti provenienti da materie prime a base di petrolio. Questo il nuovo processo sviluppato presso la University of Illinois, in USA, e pubblicato su Journal of American Chemical Society. La maggior parte dei catalizzatori usati attualmente sono metalli rari e costosi, nobili, come platino, palladio e iridio. Essi sono anche tossici e difficili da rimuovere completamente dal farmaco e da altri prodotti per il consumo umano. Finora sono stati usati perché si comportavano bene, ma ora gli scienziati stanno lavorando per trovare delle alternative più economiche e sicure. Il professore Neil Mankad ha sviluppato un metodo per utilizzare rame e ferro in sostituzione dell’iridio, un catalizzatore estremamente raro di metallo, usato nel processo chimico della borilazione. Aggiungere un atomo di boro al carbonio è il primo passo nella sintesi di molti prodotti, dai farmaci chemioterapici agli adesivi, ai polimeri. L’iridio è letteralmente l’elemento meno disponibile della tavola periodica. Infatti proviene in gran parte da meteoriti. Nella borilazione, l’iridio accetta due elettroni che formano il legame carbonio-idrogeno e li dona a un atomo di boro per associarlo al carbonio. Nel processo di Mankad, rame e ferro reagiscono ciascuno con un elettrone e trasferiscono insieme i due elettroni dal legame carbonio-idrogeno per formare il legame carbonio-boro. Finora i metalli vili non mai sono stati considerati nelle reazioni di elettroni come la borilazione. Eppure rame e ferro, che sono abbastanza economici e abbondanti, quando sono posizionati molto vicini, sono in grado gestire due reazioni di elettroni, proprio come l’iridio.

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