Buoni segnali dalle imprese della meccanica e della subfornitura

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Per il 92,3% il 2014 si chiuderà con fatturato stabile o in crescita e per il 46% i prossimi tre anni riserveranno al mercato nuove prospettive di sviluppo. Preoccupano burocrazia e aspetti fiscali.

Grafico-300x211Spiragli di ottimismo dalle imprese del comparto della meccanica e della subfornitura, con un imprenditore su due che giudica particolarmente positive le performance aziendali attuali. A rassicurare la chiusura dell’esercizio 2013, che rispetto al 2010, è stato all’insegna della crescita del fatturato per il 43,8% delle imprese e con un livello occupazionale che si mantiene stabile; il portfolio ordini attuale che permette di sostenere le esigenze finanziarie di quasi sei aziende su dieci; una liquidità giudicata sufficiente o buona dall’85,4%. Positive anche le attese sul fatturato 2014, con solo il 7,7% che prevede un peggioramento della propria situazione finanziaria. Radicata fiducia non solo per le performance della propria azienda, ma anche per l’andamento generale del mercato in cui operano: quasi un’azienda su due ipotizza una crescita a livello generale del settore nei prossimi tre anni. Questa la fotografia delle imprese del comparto della meccanica e della subfornitura italiano scattata da Senaf in occasione di MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione (Fiere di Parma, 27 -29 marzo), punto di riferimento per il comparto, che mette in mostra l’innovazione tecnologica applicata all’industria manifatturiera, attraverso aree in cui grazie a macchinari funzionanti vengono mostrati processi e lavorazioni dal vivo. “La fiducia nel mercato da parte degli imprenditori emersa dalla ricerca MECSPE è un segnale molto importante – commenta Emilio Bianchi, Direttore di SenafIndica che qualcosa si sta muovendo e che le imprese iniziano a intravedere spiragli di ripresa o quantomeno iniziano a essere più ottimiste. Inoltre gli indicatori come fatturati, livello occupazionale e ordini sono sicuramente più positivi rispetto alle precedenti rilevazioni. Ma restano barriere importanti da superare che non dipendono dall’attività dell’azienda, ma dal sistema Paese in cui operano, ovvero il ruolo dello Stato e della Pubblica Amministrazione”. Primi elementi indicati come particolarmente critici dagli imprenditori sono infatti le variabili esogene, legate al ruolo dello Stato e dell’amministrazione pubblica: il 74,4% ritiene critica la burocrazia, il 65,6% gli aspetti fiscali, il 55,9% l’incertezza normativa, il 52,4% i tempi della giustizia, mentre il 50,4% teme la concorrenza del mercato. Destano invece meno preoccupazione, nonostante siano aspetti fondamentali per le imprese, il costo della forza lavoro (39,9%), il recupero dei crediti (31,8%) e l’accesso al credito (22,3%). “Sicuramente le imprese stanno cercando la strada per essere più competitive a livello globale ma è difficile vedere con chiarezza quale sia quella corretta – conclude Emilio BianchiDi fronte a mercati complessi e poco trasparenti molte aziende reagiscono in modo spesso inadeguato. Per differenziarsi, occorre ripartire dai giovani e da qualità, innovazione e tecnologia: per questo a MECSPE saranno presenti makers e startup, che rappresentano un stimolo essenziale all’evoluzione dei processi produttivi, e per la prima volta al mondo in una manifestazione fieristica verrà rappresentata la Fabbrica Digitale con macchinari funzionanti. Non si possono tralasciare le opportunità offerte dai nuovi mercati e proprio per questo con Spex, il servizio di promozione all’export che verrà presentato a MECSPE, aiuteremo le aziende a comprendere, e ad affrontare, le regole del mercato globale.”

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