Bruno Scanferla: «Il 65-70% del nostro fatturato è targato Germania»

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Bruno Scanferla
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«Per ragioni storiche l’interesse di produttori e Oem automobilistici tedeschi nei confronti della manifattura piemontese è alto e, nel tempo, la Germania ha aiutato molte aziende a colmare la carenza di commesse sul mercato interno nella tornitura, nella plastica, su prototipazione e design. Sui lotti da milioni di pezzi, nell’ambito dei metalli, le nostre tecnologie ci garantiscono un vantaggio competitivo del 10-15% mentre sulle piccole serie, per i grandi brand tedeschi avere parti costruite in Italia rimane un fattore di enorme prestigio pure a fronte degli oneri di manodopera. Scanferla sta ottenendo nuove commesse da clienti tedeschi e riesce per questo a dare lavoro a un indotto di terzisti dediti a tempratura, verniciatura, zincatura, pallinatura o sabbiatura, per esempio. Lavorare per la Germania non è in sé più semplice perché i capitolati sono definiti nei dettagli pure al livello del costo delle singole parti, ma questo garantisce maggiore precisione e minori equivoci. I fornitori come noi sono quindi molto più responsabilizzati, ma allo stesso tempo possono contare su condizioni di pagamento cui soltanto ora le più note case tricolori e i Tier 1 stanno avvicinando, con una media di 40-45 giorni contro i 100-110 italiani. E gli spazi di manovra sono ancora ampi, a patto che si provveda, fra gli altri, ad acquisire nelle aziende le dovute competenze linguistiche».

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