Le invenzioni di Leonardo Da Vinci hanno ispirato molti progetti che sono divenuti realtà soltanto secoli dopo, in questi giorni di fermento per la robotica un concept di catapulta del genio fiorentino ha ispirato il professore Davide Bigoni che ha proposto un nuovo tipo di braccio robotico.

Leonardo Da Vinci precursore “inaspettato” della robotica

Pittore, ingegnere, inventore, progettista, scultore, scienziato e molto altro: Leonardo Da Vinci è l’incarnazione del Rinascimento. Come scienziato e inventore è stato precursore di moltissime invenzioni anticipandole di secoli; basti pensare all’elicottero, al carro armato o a i suoi studi sul volo. Fino ad ora però non aveva ancora fatto il suo debutto nel mondo della robotica.

Davide Bigoni e il suo team

Attribuire il merito dell’invenzione a Leonardo tuttavia non sarebbe corretto; è stato infatti per merito del professor Davide Bigoni e del suo team dell’Università di Trento che si è riusciti ad applicare alla robotica un concept illustrato dal Da Vinci nel Codice Atlantico. Davide Bigoni è professore ordinario di Scienza delle costruzioni del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università degli Studi di Trento; nel progetto è stato coadiuvato dal suo team composto dai ricercatori Costanza Armanini, Francesco Dal Corso e Diego Misseroni.

La catapulta elastica di Leonardo

Catapulta elastica e la robotica - Leonardo da vinci
Il progetto della catapulta elastica nel Codice Atlantico

Si tratta di un modello di catapulta illustrato dal genio italiano nel suo Codice Atlantico, la raccolta di 1750 disegni di Leonardo del periodo dal 1478 – 1519. Gli studi contenuti nel codice coprono molti ambiti dello scibile umano spaziando dalla botanica, all’architettura, all’astronomia; è presente anche una sezione sui meccanismi di lancio dove è appunto illustrata la catapulta elastica. Tale macchina sfrutta la deformabilità degli elementi strutturali per incrementare le prestazioni delle catapulte tradizionali.

Il braccio robotico del team di Bigoni

Questo è quanto ripreso da Bigoni nel suo progetto di braccio robotico; il braccio così progettato avrebbe infatti la possibilità di comportarsi in maniera differente a seconda del peso da maneggiare. Può infatti assumere il comportamento del compasso elastico o il comportamento dinamico della catapulta elastica. Il nuovo braccio robotico è valso al Prof. Bigoni e al suo team la quarta copertina in 18 mesi della rivista “Proceeding of the Royal Society A“, rivista britannica che si occupa di scienze matematiche fisiche ed ingegneristiche.

Le applicazioni del nuovo studio, che coniuga la meccanica dei solidi alla robotica, andranno ad accrescere il settore dei Soft Robots; si tratta di macchine che hanno applicazioni in settori particolarmente importanti e delicati come la medicina e la chirurgia.

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