Berti Galvanica: vi spiego l’innovazione nei trattamenti

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berti galvanicaIntervista a Nadia Berti, amministratrice di Berti Galvanica, sede a Sesto Fiorentino (Firenze) e quattro persone in organico, giunta oggi alla quarta generazione di family business nei trattamenti.

Come si declina, Nadia Berti, il concetto di innovazione in una piccola impresa di trattamenti?
Berti Galvanica sta continuando a consolidarsi nei processi tradizionali di nichelatura, ottonatura, argentatura e doratura, ma allo stesso tempo opera anche nel campo della nichelatura free (un bagno in bronzo bianco senza nichel). Al contempo, abbiamo sostituito il bagno canna di fucile con un bagno sempre della medesima tipologia, ma totalmente privo di nichel. E ancora, abbiamo acquistato una zapponatrice per la verniciatura degli accessori dorati e acquisito nuovi vibro-lucidatori allo scopo di preparare sempre al meglio gli accessori in zama. La qualità della galvanica dipende molto dal processo preparatorio e la sua resistenza dalla sua eventuale verniciatura finale.
Quali linee guida potrebbero trainare i vostri sviluppi tecnologici nell’immediato futuro?
Per il futuro l’intenzione è quella di ampliare ulteriormente l’offerta di Berti Galvanica nei segmenti delle scoperture e delle lucidature dell’ottone vecchio, tanto lucido quanto spazzolato; ma vorremmo ampliare allo stesso tempo il reparto di verniciatura. L’obiettivo non è quello di avere nuovi bagni o gestire nuovi segmenti qualitativi (come per esempio quello della doratura a spessore) ma un ampliamento dell’offerta nello stesso segmento. Così, l’ottone vecchio sarà anche spazzolato, scoperto e lucidato a legnetti o a ceramica, oppure verniciato a forno o soggetto ad altre lavorazioni.
Come considera l’attuale andamento del settore dei trattamenti dal suo punto d’osservazione?
Non si possono nascondere le difficoltà, che in maniera quasi sorprendente si sono acuite nel corso del 2015 piuttosto che farsi sentire più pesantemente durante lo scorso anno. Da questo punto di vista qualche delusione, innegabilmente, c’è stata, ma questo non significa affatto che vengano a mancare le forze o la volontà di proporci alla clientela e di cambiare, quando necessario, strategia.
La necessità di mutar pelle o, appunto, di innovare, tocca anche le relazioni con la clientela?
In una certa misura, la risposta non può che essere affermativa. Cerchiamo di andare a trovare i nostri clienti con maggiore frequenza, magari, coltivando con loro un costante rapporto di collaborazione. Preferiamo essere considerati, dai nostri interlocutori, più come dei partner che non dei semplici fornitori, privilegiando l’irrobustimento dei nostri rapporti di più lunga data. Quanto ai nuovi clienti o potenziali tali, sono loro indirizzate strategie di marketing digitale (attraverso Internet e le newsletter) anche se riteniamo ancora vincente la comunicazione di tipo tradizionale, sia essa veicolata dalle testate specializzate; sia invece che si concretizzi con l’invio di brochure e altro materiale informativo. Ma tutto questo non rappresenta che un primo passo: quello successivo è fatto di dialogo, di visite e colloqui con gli acquirenti o con le imprese che manifestano interesse.

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