Batterie sempre più potenti

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BatteryCracks
Le crepe che si formano nell’elettrodo di una batteria auto-guarente (in alto) dopo la ricarica cominciano a sigillarsi dopo cinque ore (in basso).

Lo sviluppo di prodotti elettrici, in primis le automobili ma anche dispositivi portatili, ha bisogno di batterie sempre più potenti, solo che molti dei materiali più promettenti per realizzarle tendono a rompersi dopo pochi cicli di ricarica.
I ricercatori dell’Università di Stanford hanno mischiato le microparticelle di silicio, un materiale per batterie ad alta capacità, con polimeri auto-guarenti, in grado di stabilizzare gli altri elementi.
L’elettrodo negativo, o anodo, di una batteria auto-guarente combina infatti il silicio con polimeri che agiscono come una cerniera chimica, rattoppando le crepe che si formano quando essa viene utilizzata e ricaricata. A differenza di altri accumulatori agli ioni di litio, che si possono caricare e scaricare appena dieci volte prima di guastarsi, la batteria auto-guarente comincia a usurarsi dopo cento cicli di ricarica.
Ma c’è ancora molta strada da fare, sottolinea lo scienziato dei materiali Yi Cui: «Per montare questi prodotti sui dispositivi portatili, dobbiamo arrivare a cinquecento cicli, mentre per utilizzarli sulle vetture elettriche a diverse migliaia di cicli».

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