Batterie nella carrozzeria delle auto grazie alla nanotecnologia

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Il Professore Nunzio Motta della QUT
Il Professore Nunzio Motta della QUT
Il Professore Nunzio Motta della QUT con uno dei microscopi “nanotecnologici” più potenti dell’Università

Grazie ai passi avanti nel campo delle nanotecnologie compiuti dagli ingegneri australiani della Queensland University of Technology presto potremmo vedere circolare delle auto elettriche alimentate da pannelli posizionati all’interno della carrozzeria. Nello specifico, i ricercatori  hanno sviluppato dei “supercondensatori” ultraleggeri che possono essere combinati con le batterie tradizionali, aumentando notevolmente la potenza delle auto elettriche. Gli speciali condensatori hanno una struttura a sandwich: l’elettrolita è racchiuso tra due elettrodi di carbonio. Il film è molto sottile, ma estremamente forte, adatto a resistere anche a sollecitazioni intense e, grazie alla tecnologia “nano”, risulta estremamente idoneo per integrarsi con la carrozzeria dell’auto. Lo studio potrebbe trasformarsi in realtà nel giro di cinque anni. Il professor Notarianni  ha affermato: “I supercondensatori permettono di raggiungere una potenza elevata in poco tempo, il che significa una maggiore accelerazione della macchina e un tempo di ricarica di pochi minuti, rispetto alle diverse ore impiegate da una batteria elettrica standard“. Gli ingegneri che hanno curato lo studio hanno garantito che il costo dei supercondensatori sarà alla portata di tutti e che per la produzione non saranno utilizzati metalli tossici. Ma quanti chilometri sarebbe in grado di percorrere l’auto elettrica con batterie nella carrozzeria? Fino a 500Km, come una vettura a benzina e più del doppio dell’autonomia attuale delle auto elettriche. Un’altra applicazione che sfrutterebbe tale nanotecnologia è quella dei dispositivi elettrici, ad esempio, il retro dei cellulari potrebbe essere ricoperto con un film sottile, in questo modo si potrebbe ricaricare la batteria in pochi minuti.

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