Asta.Net: uniti da Brescia al mondo

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Asta.net
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Da sinistra, Antonio Perini, direttore commerciale del Consorzio Asta.net, Fulvio Piana, amministratore delegato Aubert & Duval Italia e il consulente Andrea Cerutti, sin dalle origini a bordo di Asta.Net dopo un passato trascorso fra multinazionali dell’acciaio e produttori italiani di normalizzati

La storia è nota. Alle prese con la crisi e le politiche sempre più rigorose che disciplinano la relazione fra terzisti e clienti finali, un manipolo di aziende fortemente radicate sul territorio bresciano si trova dinanzi a un bivio. L’alternativa è fra la possibilità di guadagnare massa critica e commesse, meglio se in arrivo dai mercati internazionali, aggregandosi; e quella di continuare a fluttuare con alterne fortune fra i marosi della recessione, ma con il rischio di assistere a una costante erosione delle quote di mercato. Se il problema è ben conosciuto, la soluzione scelta dalle società bresciane riunite sotto l’ombrello di Asta.Net è in questo momento originale. Da un lato perché rifugge il paradigma dominante delle reti di impresa, dall’altro perché si è affidato a manager esterni, sebbene in possesso di un’esperienza pluridecennale nel segmento di maggiore interesse, ovvero quello degli stampi, in particolare quelli per l’alluminio. Si tratta di una specialità tipica della provincia di Brescia e sulla gli associati possono vantare competenze spendibili e concorrenziali. Ma ancor più di una specializzazione che, soprattutto in relazione all’industria dell’automobile, può godere di potenzialità di mercato affascinanti e ricche.

Alluminio per sprintare nell’ auto
«Il consorzio Asta.Net», ha detto a Subfornitura News il direttore commerciale Antonio Perini, «è nato circa due anni orsono per rispondere alle richieste di un mercato i cui maggiori player manifestavano la volontà di ridurre il numero complessivo dei fornitori e ottenere al contempo maggior flessibilità e servizio e competenza globale. Nelle fasi di avviamento abbiamo dovuto superare diffidenze di diverso tenore», ha proseguito Perini, «e cioè da una parte quelle connaturate a un certo modello imprenditoriale che ha fatto dell’individualismo, in bene o in male, uno dei suoi cardini. E dall’altra quello dei committenti o potenziali tali, che non di rado identificano con gli stampisti i più problematici dei loro fornitori. Tutti ostacoli superati con una duplice mossa. Per prima è arrivata la decisione di demandare a dei professionisti esterni quali lo stesso Perini, come si è detto, la definizione delle roadmap strategiche e commerciali di Asta.Net. Poi, la scelta di consentire ai vertici del consorzio, che nel ruolo di direttore tecnico hanno reclutato l’esperto automotive Antonio Gandellini, di agire nei confronti dei soci come se fossero degli acquirenti, con gli stessi diktat in materia di tempi di consegna e qualità. «Un altro aspetto importante», ha argomentato Perini, «è rappresentato dal marketing. Asta.Net ha legato l’ Alluminio al marchio made in Brescia, usando un connubio riconosciuto nel mondo dell’auto per l’eccellenza consolidata in ambiti-chiave quali sono quelli dell’estrusione e della pressocolata». Attorno al consorzio è quindi andato sviluppandosi un autentico ecosistema di esperti del trattamento quali la TAG di Dolzago, e delle finiture, o di attori selezionati della supply chain siderurgica come Aubert e Duval. «E un ulteriore capitolato», ha spiegato il direttore commerciale, «riguarda l’acquisto dei normalizzati che per l’estero ha in Meusburger un fornitore che è in grado di garantirci delle condizioni di servizio concorrenziali ed inimitabili».

 

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