Arabia Saudita: opportunità da mille e una notte

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Arabia Saudita: opportunità da mille e una notte

Circa 30 milioni di abitanti e un Prodotto interno lordo (Pil) nominale che nel 2013 ha sfiorato i 930 miliardi di dollari, l’Arabia Saudita è fra i Paesi più attraenti dell’area Gcc, il Consiglio di cooperazione del Golfo Persico che include anche il Bahrain, gli Emirati, Kuwait, Oman e Qatar. L’industria italiana si è dimostrata sinora capace di cogliere le opportunità che il Paese – impegnato in uno sforzo di diversificazione dei suoi core-business tale da permettergli di guardare oltre la preponderanza del settore petrolifero – è capace di offrire. Secondo Sace, gruppo assicurativo-finanziario che sostiene la competitività delle imprese italiane all’estero, nel 2013 «il deficit commerciale italiano si è ridotto di oltre il 70% sul 2012, attestandosi a circa 1 miliardo di euro».

Arabia Saudita: opportunità da mille e una notte

Questo anche in virtù del fatto che mentre le importazioni (composte all’83% di petrolio e per il 12,8% da prodotti petrolchimici) sono valse 5,5 miliardi di euro, l’export verso Riyad è salito dell’11,4% sino alla quota di 4,5 miliardi. E lo stesso portfolio delle attività italiane sul territorio dà dimostrazione dell’impegno profuso dall’Arabia per evolversi e sganciarsi dal tradizionale modello di un’economia fortemente dipendente dalle risorse del sottosuolo; e quindi dalla loro performance. Il made in Italy che più interessa agli sceicchi è quello della meccanica strumentale (31,4% dell’export); dei prodotti energetici raffinati per il 18,5%; della metallurgia e degli apparecchi elettrici (9 e 8% rispettivi), senza tralasciare il peso dell’edilizia, della moda, dell’agroalimentare. «Contrariamente a quanto si poteva osservare nel recente passato», ha confermato a Subfornitura News il chief economist di Sace Alessandro Terzulli, «il paradigma economico arabo sta cambiando, magari non a passi rapidissimi, ma certo con buoni risultati. Per rendersene conto basta pensare al fatto che il settore degli idrocarburi incide oggi sul Pil locale per il 43,5% mentre in precedenza era predominante. Si tratta di una svolta importante, alla luce delle turbolenze e delle oscillazioni oggi tipiche del prezzo del petrolio; in grado di garantire delle interessanti possibilità». Secondo il gruppo, che vanta un team dedicato di esperti per l’area Mena (Middle East and North Africa), ed è pronto ad aprire un nuovo ufficio negli Emirati Arabi, trainanti sono i comparti delle infrastrutture pubbliche e private; e dell’edilizia, con vasti progetti per insediamenti d’avanguardia.

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