Ascomut: non solo esportazioni

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Andrea Bianchi, presidente di Ascomut.
Andrea Bianchi, presidente di Ascomut.

Si è svolta a Milano lo scorso 26 giugno l’Assemblea annuale di Ascomut (Associazione Italiana Macchine Tecnologie e Utensili). Ad aprire i lavori, la relazione del presidente, Andrea Bianchi, sull’analisi degli scenari di mercato e sull’individuazione delle principali aree tematiche che vedono Ascomut protagonista. Invitabile, quindi, l’esordio dedicato alla complessa situazione congiunturale: “Il contesto economico generale continua ad essere fonte di preoccupazione – ha spiegato Bianchi e conferma un andamento negativo che riguarda tutti i principali indicatori economici. Gli analisti concordano nel ritenere che anche il 2013 sarà un anno difficile per le imprese e per le famiglie, caratterizzato da una ulteriore contrazione del PIL e dei consumi, che secondo i dati di Confcommercio si contrarranno rispettivamente per l’1,7% e il 2,4%. Rispetto al 2010, una contrazione di quasi il 10% della produzione industriale, unita alla revisione al ribasso del PIL del primo trimestre del 2013, fa temere che la ripresa del quadro economico debba essere rinviata ancora una volta”.

Per sperare in una rapida ripresa, insomma, servono interventi efficaci e tempestivi. E Ascomut ne ha da tempo individuati alcuni di davvero semplice realizzazione: “Come Ascomut – ha sottolineato Bianchi abbiamo proposto di detassare gli straordinari così come le tredicesime e le quattordicesime. Questo si tradurrebbe in un vantaggio sia per i lavoratori sia per le aziende, che potrebbero in questo modo affrontare meglio i picchi di domanda e i tempi di consegna, così importanti in un quadro fortemente competitivo a livello internazionale. Un’altra misura che sarebbe molto utile per il settore della macchina utensile, e sostanzialmente senza oneri per lo stato – ha aggiunto – consisterebbe nel detassare gli investimenti in beni strumentali, lasciando libertà alle imprese di stabilire le quote di ammortamento degli investimenti in mezzi di produzione. Per rilanciare gli investimenti, si è ritenuto anche auspicabile reintrodurre, con le opportune modifiche, la ‘Legge Sabatini’ del 1965, che permette alle imprese di acquistare macchinari a tasso agevolato”, una soluzione, questa, in linea con le aspettative delle altre Associazioni del comparto, che sarà discussa a breve dalle Camere con il Decreto del Fare. Al di là dei possibili interventi, però, il quadro risulta ancora troppo incerto e la contrazione del mercato interno nel 2012 ne è la prova più evidente: se il consumo nazionale perde terreno (-19,5%), non bastano il leggero incremento della produzione e il buon exploit delle esportazioni (+12,1%).

Il 2013 si è aperto con un dato sostanzialmente negativo sul fronte interno e le previsioni per l’anno in corso non offrono spunti di particolare ottimismo. Le attese, a questo punto, si concentrano sul 2014, con l’auspicio che qualche segnale di inversione di tendenza possa iniziare a percepirsi già con la EMO 2013, la biennale mondiale della macchina utensile in programma ad Hannover dal 16 al 21 settembre. Grande attesa, poi, anche per la prima “Assise della macchina utensile in Italia: vivere il futuro”, organizzata da Ucimu con il contributo di Ascomut, che si terrà a Milano il prossimo 26 novembre.

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