​La meccanica a Lucca, Pistoia e Prato: il punto sul settore nel contesto nazionale

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​La meccanica a Lucca, Pistoia e Prato: il punto sul settore nel contesto nazionale

​La meccanica a Lucca, Pistoia e Prato: il punto sul settore nel contesto nazionaleAnche le Confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato hanno accolto l’invito di Federmeccanica a diffondere dati e informazioni sul settore meccanico, con un’iniziativa che ha coinvolto la federazione stessa e 60 associazioni territoriali del sistema confindustriale.

Il quadro nazionale tracciato da Federmeccanica evidenzia per il trimestre luglio-settembre una diminuzione della produzione pari a -1,5% rispetto al trimestre precedente e di -1,9% rispetto allo stesso periodo del 2013. Positive invece, ma limitatamente, le esportazioni, che nel periodo gennaio-agosto segnano +0,8%. L’export continua a rimanere un punto di forza del settore, sebbene anche su questo fronte vi sia un rallentamento, dovuto in parte alle subentrate difficoltà con il mercato russo. Positivi invece i mercati di Cina e Usa. La metalmeccanica italiana fattura 400 miliardi di euro (8% del Pil) e dà lavoro a 1,8 milioni di persone.

Nella dimensione locale, le Confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato, incamminate sulla via della fusione nella futura Confindustria Toscana Nord, hanno organizzato oggi nella sede dell’Unione Industriale Pratese un incontro congiunto. Hanno partecipato Flavio Batti, in rappresentanza della sezione Metalmeccanica di Confindustria Lucca, Massimo Capecchi, presidente della sezione Meccanici di Confindustria Pistoia, e Francesca Fani, presidente della sezione Meccanici dell’Unione Industriale Pratese.

L’occasione è servita anche a fare il punto sulla situazione del settore nelle tre province. Il dato più rilevante riguarda la consistenza della meccanica nell’area della Toscana Nord: nel territorio Lucca-Pistoia-Prato ha sede l’1,5% delle unità produttive attive della meccanica italiana e il 27,2% di quelle toscane, in valore assoluto 2.021 stabilimenti in cui lavorano 16.160 addetti. Il valore della produzione ammonta a 3,896 miliardi di euro, il 44,9% dei quali (1,750 miliardi) destinato all’export (dati censimento 2011, i più recenti che traccino un quadro strutturale dettagliato ed analitico). Per la produzione si evidenzia uno stretto legame esistente fra parte dell’industria metalmeccanica delle tre province e altri settori del territorio. Ad esempio la metalmeccanica lucchese produttrice di macchine per realizzare carta e cartone è fortemente legata al distretto cartario, essendo altresì altamente vocata all’export e all’innovazione tecnologica; lo stesso vale per l’alimentare di Pistoia, supportato dalla meccanica per la produzione ed il confezionamento di pasta e articoli di pasticceria, e per il tessile di Prato accanto al quale si è formato (con reciproci passaggi di know how) un meccanotessile incentrato soprattutto su nobilitazione, filatura e tessile tecnico.

Il forte profilo manifatturiero delle tre aree è quindi legato ad una “propria” meccanica che a sua volta ne ha qualificato e fatta crescere la produzione e che comunque non è rimasta solo ancorata al territorio ma ha saputo assumere anch’essa dimensione internazionale.

Accanto a queste specializzazioni tuttavia ve ne sono altre più trasversali alle esigenze dei mercati business e consumer: metallurgia, produzione di valvole e attuatori per il settore oil & gas, nautica da diporto a Lucca; di nuovo metallurgia, mezzi di trasporto e apparecchiature elettriche a Pistoia; impiantistica per le energie alternative, componentistica per l’automazione industriale, sistemi di controllo per i combustibili e l’energia elettrica a Prato.

Quello della meccanica nell’area Lucca-Pistoia-Prato è quindi un quadro composito, in cui si riscontra una molteplicità di specializzazioni.

L’evoluzione del settore ha visto una buona tenuta nel decennio 2001-2011 (dati dei censimenti). La perdita in quel decennio cruciale di un solo punto percentuale sul numero di addetti (e poco di più, -1,1%, sul numero delle unità locali) dà la misura degli investimenti delle imprese per conservare e potenziare la propria competitività. Di tali investimenti si sono raccolti gli effetti negli ultimi anni: il 2013 ha visto rispetto al 2010 una crescita dei ricavi del 14,8% nella metalmeccanica di Pistoia, del 10,9% in quella di Lucca e del 9,5% in quella di Prato.*

Piena convergenza con le posizioni espresse da Federmeccanica all’insegna dell’unità del settore di fronte alle sfide che si trova ad affrontare. Lavoro, innovazione, internazionalizzazione, formazione sono fra i capitoli d’interesse dei tre territori.

 

*Società di capitali metalmeccaniche attive con bilancio presente in tutti e quattro i periodi con ricavi > 0. Questi e tutti gli altri dati locali sono elaborazioni degli uffici studi delle Confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato su fonti: indagini proprie, Bureau Van Dijck, Istat.

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